Il ramo più colpito è l'industria tessile con il 77% del personale in disoccupazione parziale
Il ramo più colpito è l'industria tessile con il 77% del personale in disoccupazione parziale (Archivio Keystone)

Lavoro ridotto, primato ticinese

La disoccupazione parziale domandata per il 48,5% dei salariati - Seguono Basilea Città, Giura e Neuchâtel

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I dati riguardanti la disoccupazione parziale in Svizzera pubblicati per la prima volta, vedono il Ticino guidare la classifica dei cantoni più colpiti dagli effetti del coronavirus anche a livello economico.

 

Nel cantone italofono nel mese di aprile sono state chieste indennità di lavoro ridotto per il 48,5% dei salariati. Seguono altri cantoni di frontiera: Basilea Città, Giura e Neuchâtel. Complessivamente, stando ai dati resi noti dalla SECO riguardanti le richieste convalidate dagli uffici cantonali il 28 aprile, il lavoro ridotto colpisce 1'903'184 dipendenti pari al 36,7% della forza lavoro nazionale.

 

Secondo uno studio dell'Università di Basilea, dedicato agli effetti del coronavirus sull'occupazione nazionali, le economie più attrezzate per affrontare le misure di contenimento sarebbero quelle del Giura, di Neuchâtel e di Basilea. Tuttavia sono quelle che attualmente si trovano subito dietro al Ticino per quanto riguarda i più alti tassi di annunci al lavoro ridotto. Una sorpresa, ammette il professor Kurt Schmidheiny, coautore dello studio, citato da RTS.

 

Per ramo, l'industria tessile è la più colpita con il 77,1% dei dipendenti annunciati. Seguono l'albergheria e la ristorazione (76%), il settore della pelletteria (76%), le arti e il divertimento (61%). Nell'edilizia il tasso è del 51,5%. Tra i meno toccati i servizi finanziari (7,8%), l'agricoltura e forestale (5,3%) e le amministrazioni pubbliche (1,9%).

Diem
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