Immagine d'archivio (©Tipress)

L'edilizia non va in ferie

È boom di richieste di deroga alle vacanze collettive dell’edilizia e dei rami affini durante le prime due settimane di agosto

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Sono passate da 85 a 174 le richieste di deroga alle vacanze collettive dell’edilizia e dei rami affini durante le prime due settimane di agosto. La maggior parte delle richieste concernono il ramo principale dell’edilizia, ma non mancano i falegnami, i gessatori, i pittori, i piastrellisti, i pavimentatori e le vetrerie.

L’aumento – ipotizziamo – è da ricondurre alla volontà delle imprese di recuperare il ritardo accumulato durante il Lockdown. “È molto plausibile” conferma alla RSI Alessandro Capelli, direttore della commissione paritetica cantonale dell'edilizia e rami affini, che ha il compito di concedere queste deroghe. “Due settori – la pittura e la posa delle piastrelle – e le rispettive parti contraenti si sono incontrate e hanno deciso che quest’anno oltre alle usuali motivazioni per poter ottenere il permesso per lavorare durante le vacanze collettive, si poteva anche motivare con il Covid”.

In questi due settori – precisa Capelli – “in un caso le domande sono triplicate e nell’altro addirittura decuplicate”. Non è stato trovato un accordo fra padronato e sindacati invece in tutti gli altri settori citati. L'edilizia principale è un esempio. “Le deroghe sono leggermente superiori a quelle degli scorsi anni – dichiara alla RSI - Nicola Bagnovini, direttore della Società impresari costruttori, che aggiunge: “questo soprattutto a causa di cantieri che hanno un interesse pubblico generale e poi una serie di cantieri, che hanno delle situazioni particolari legate alla messa in sicurezza oppure a lavori in quota”.

“Questa situazione di difficoltà non la devono pagare solo i lavoratori” sottolinea invece Giorgio Fonio del sindacato OCST. “L’aumento delle deroghe dimostra che vi è stata comunque un attenzione nel valutarle e nel decidere. Questo rientra nella discussione anche tra i partner contrattuali e di conseguenza è la dimostrazione che c’è comunque una disponibilità al dialogo che porta poi a soluzioni”.

Più critico Dario Catenazzi di UNIA: “L’aumento ci preoccupa. Peraltro lo riscontriamo da diversi anni ed è legato anche ad alcune grandi opere che si stanno sviluppando sul territorio. Giocano un ruolo centrale i termini di consegna che sono sempre più stretti”. 

Si stima che circa 800 dipendenti del settore dell'edilizia lavoreranno durante le prime due settimane di agosto.

Edilizia senza ferie collettive

Edilizia senza ferie collettive

Il Quotidiano di mercoledì 29.07.2020

 
CSI/Red. MM/SP
Condividi