Lo sgomento sui banchi

Bellinzona, lo choc nella scuola del 19enne arrestato giovedì, accusato di progettare una strage

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È una mattinata decisamente straordinaria, quella di venerdì, per gli oltre mille studenti della Scuola di commercio. Alcuni sono in lacrime sul piazzale della scuola, altri si dicono intimiditi dalla presenza della polizia che ha piantonato l'accesso all'istituto anche con agenti in borghese. Lo sgomento domina sui banchi, perché un loro compagno di studi, 19enne, è stato fermato giovedì dalla polizia e accusato di progettare una strage (vedi articoli correlati).

"Com'è possibile che un ragazzo possa disporre di così tante armi?" è la domanda che molti si pongono. Le lezioni del mattino, intanto, sono state interrotte prima del solito, affinché la direzione si potesse riunire con il corpo docente e con le classi frequentate dal giovane, mentre la prossima settimana ci sarà un momento dedicato al sostegno psicologico per allievi e docenti più coinvolti.

"Per fortuna che l'hanno preso, perché anche solo pensare a quello che sarebbe potuto succedere nella nostra scuola, che raggiungiamo quotidianamente...", ha raccontato una ragazza ai microfoni della RSI. "I suoi compagni di classe sono sconvolti, glielo si legge in faccia", ha fatto eco un'amica. "Lo conoscevo di vista, sembrava un ragazzo a posto, non è che desse un'immagine così negativa", ha aggiunto un ragazzo.

"Aveva vinto un premio, era un tipo bravo e intelligente, però abbiamo visto anche una foto dove lui aveva un fucile addosso. Ed è tutta un'altra cosa, sembrano due persone diverse", ha concluso un'altra ragazza. "Ci rimani male, non pensi che una cosa che di solito accade negli Stati Uniti possa succedere anche in Svizzera", ha affermato un altro studente.

CSI/px

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