Il comandante della PolCom di Lugano Roberto Torrente (Archivio TI-Press)

Lugano, solo il 10% senza mascherina

Il comandante della comunale Torrente: "Sensibilizziamo, per ora nessuna multa". “Ieri sera alla Foce 450 giovani, ma tutto tranquillo. Serve buonsenso e dialogo”

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“Dai primi riscontri posso dire che in circa il 10% dei casi siamo intervenuti per sensibilizzare e far mettere la mascherina, ma per il momento non è stato multato nessuno”. Le parole sono del comandante della polizia comunale di Lugano Roberto Torrente.

Secondo Torrente infatti la parola d’ordine deve essere “sensibilizzazione e dialogo, mentre la polizia interviene soltanto come ultima ratio”.

L’attuale weekend è vissuto sulle sponde del Ceresio come prova generale per valutare quali misure vanno eventualmente implementate in vista della Pasqua. “Abbiamo accresciuto la nostra presenza, come detto in primo luogo per sensibilizzare, compito affidato principalmente dal personale civile (“Covid stewart”), ma anche e soprattutto per garantire controlli durante le serate.”

Torrente identifica due fattispecie in relazione ai problemi serali: le zone “calde”, ovvero la Foce, il Rivetta Tell e la pensilina, e poi ci sono le situazioni che si vengono a creare attorno ai take away, ai ristoranti e ai bar. “Le strategie, anche d’intervento, sono differenti ma vige sempre il principio del dialogo, coinvolgendo pure altri attori per monitorare, in questa prima fase, la situazione anche da un punto di vista sociale. Abbiamo infine coordinato una strategia operativa d’intervento con la polizia cantonale.”

In 450 ieri sera alla Foce, “ma situazione tranquilla”

Ieri sera, conferma poi Torrente, alla Foce, già teatro degli scontri della scorsa settimana, erano presenti circa 400-450 giovani: “La situazione era però molto più tranquilla e non abbiamo avuto nessun intervento per risse.”

Considerato il limite a 15 persone all’esterno e l’obbligo di mascherina che vige solo durante il giorno, l’impressione – facciamo notare – è però che si lasci un po’ correre: “All’interno di gruppi così numerosi diventa difficile definire esattamente dove inizia un gruppo e dove finisce l’altro, anche perché le distanze sono continuamente in movimento. Un intervento di polizia risulta molto difficile in questo senso.”

Il comandante della polizia comunale chiude poi con un auspicio: “Per il momento resta la regola del buonsenso, vogliamo dare ai giovani la possibilità di dimostrare che sono in grado di gestire questa possibilità che viene loro data di rimanere sul suolo pubblico”.

Mascherina in centro

Mascherina in centro

Il Quotidiano di sabato 27.03.2021

 
CSI/dielle
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