La sede della Luxury Goods International situata in Via Industria a Cadempino (Ti-Press)

Luxury Goods, la politica reagisce

L'annuncio della multinazionale di spostare 150 impieghi dal Ticino all'Italia accende i partiti

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Il giorno dopo l’annuncio di Luxury Goods International che sposterà 150 collaboratori da Cadempino a Novara si susseguono le prese di posizione di partiti e movimenti alla ricerca di responsabili dell’accaduto, soprattutto tra coloro che hanno promosso a suo tempo la politica degli sgravi fiscali per attrarre società estere in Ticino.

Tuttavia, un aspetto cardine della vicenda è costituito dal valore effettivo della fiscalità nel bilancio di una multinazionale come il Gruppo Kering, che integra la Luxury Goods International. Del resto, al di là di statuti speciali e aliquote fiscali vantaggiose, in gioco c’è la cosiddetta ottimizzazione fiscale internazionale.

Il progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) vuole appunto combattere l’erosione della base imponibile dovuta a trasferimento degli utili e al riguardo il fiscalista Giancarlo Cervino ha spiegato ai microfoni della RSI che questa elusione si verifica quando c'è la possibilità di pagare un'imposta inferiore al dovuto rispetto a delle operazioni nazionali". Un tipico esempio si laddove la produzione è in una nazione, ma la sede aziendale si trova in un’altra, nella quale ovviamente la tassazione è più favorevole e la pressione fiscale bassa o nulla.

Detto che la forza lavoro all'estero costa meno, il canton Ticino deve iniziare a preoccuparsi? Le aziende transnazionali potrebbero andare via? "“Il rischio c’è, assolutamente - afferma Cervino -, almeno che la Svizzera non controbatta con altre politiche: non è solo fiscalità, c’è l’AVS e ci sono altri costi… Se la Svizzera diventa più competitiva in altro, per esempio riducendo il costo dei terreni, dell’energia o dell’AVS, allora il paese tornerebbe ad essere competitivo senza necessariamente parlare di fiscalità”.

 
CSI/EnCa
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