(Keystone)

Mancano infermieri, ma non in Ticino

La pandemia ha acuito la carenza. A sud delle Alpi non si sente ancora ma "bisogna prepararsi". Le colpe degli abbandoni? "Sono degli ospedali", secondo un esperto

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In Svizzera mancano infermieri, un problema noto e acuito dalla pandemia, durante la quale molti professionisti si sono allontanati dalla professione. Il tasso di abbandono, già elevato, è ulteriormente aumentato. Stando al rapporto di Jobradar, portale specializzato nel mercato del lavoro, nel secondo trimestre la professione si piazza al primo posto tra quelle più ricercate, con quasi 7'500 posti vacanti. È un problema per il settore sanitario che sta uscendo dall'emergenza Covid e diversi ospedali Oltralpe stanno cercando soluzioni creative per attrarre nuovo personale. A Wetzikon, per esempio, da giugno è stato ridotto l'orario di lavoro per chi presta spesso turni notturni o nel fine settimana, senza toccare il salario.

Il Ticino fa eccezione: "Non abbiamo questa mancanza", afferma Annette Biegger, capo area infermieristica all'Ente ospedaliero cantonale".

Questo non vuole dire che non possa presentarsi in futuro: "Sappiamo per esperienza che quello che succede nel resto della Svizzera arriva anche in Ticino, anche se un po' dopo". C'è tempo quindi per "fare le cose meglio", prima che la situazione si acuisca e si arrivi al punto di rubarsi il personale a vicenda, come succede ai nosocomi oltre San Gottardo. Però "è il momento di agire". Il contratto collettivo ha offerto condizioni migliori, come la maternità più lunga e una settimana in più di vacanza. Il Cantone ha lanciato inoltre un progetto per aumentare la formazione di personale, "ma non sarà abbastanza".

"La colpa è degli ospedali"

Ma di chi è la colpa della carenza?  Secondo Florian Liberatore, esperto di economia sanitaria dell'Alta scuola di scienze applicate di Zurigo, è in larga misura dei responsabili degli istituti sanitari, che "per molto tempo non hanno saputo valorizzare la categoria, come fatto per i medici. Non si è fatto che risparmiare, senza mai chiedersi quanto prezioso sia il lavoro degli infermieri anche per migliorare la qualità delle cure. Da decenni si parla di carenza, ma non si è mai corretto il tiro. Con la pandemia, la situazione non ha fatto che precipitare".

 

Chi ha lasciato l'ospedale, ha scelto spesso il lavoro temporaneo: si è pagati meglio e si può scegliere come e quanto lavorare, senza temere di essere continuamente richiamati in corsia, spiega Liberatore.

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