Definirlo istrionico sarebbe riduttivo. Il 47enne austriaco a processo da lunedì, che l’accusa ha chiamato “un artista della truffa”, era arrivato a millantare addirittura la realizzazione di un film ambientato nel mondo del crimine, con lui stesso al fianco di Gérard Depardieu. Proprio a Cannes, durante i giorni del festival, nel 2023, aveva peraltro allestito lo scenario perfetto per compiere uno dei suoi numerosi raggiri: la villa (presa in affitto su internet), le modelle, l’autista, almeno 4 vetture di lusso e - ça va sans dire -, un mirabolante curriculum.
Allo sventurato di turno si era presentato come medico, businessman, al contempo musicista di successo. Musicista, per la verità, lo è sul serio. Di successo decisamente meno. Ben più appariscenti i suoi precedenti penali. Era appena uscito dal carcere in Austria quando, subito dopo essere giunto in Svizzera, nel 2022, ricominciò a malversare. A partire da un certo punto assieme a una delle persone da lui inizialmente truffate: il pilota irlandese di 43 anni con il quale è comparso alle Assise Criminali.
Martedì mattina il procuratore pubblico Nicola Borga ha ripercorso cronologicamente le tappe degli illeciti che, a cascata, si sono susseguiti fino all’arresto, scattato nel luglio 2024. Il modus operandi - ha ricordato Borga - era sempre lo stesso. La sua presunta ricchezza e le indiscusse capacità manipolatorie, unite a una preparazione che di volta in volta lo rendeva credibile, gli consentivano di ottenere anticipi per investimenti nei più svariati settori: dall’acquisto di Ferrari e di Bentley a quello di aerei ed elicotteri; dalle piattaforme petrolifere alle aziende farmaceutiche. Il tutto per un danno complessivo di qualcosa come circa 25 milioni di franchi.
Nei suoi confronti Borga ha chiesto 7 anni di carcere e 12 di espulsione dalla Svizzera, oltre a una multa di 500 franchi. Per il coimputato, che avrebbe fornito un contributo essenziale, il procuratore ha domandato invece una pena di 3 anni (9 mesi dei quali da espiare) e l’espulsione dal Paese della durata di 7 anni. In entrambi i casi, ha detto, la colpa è da considerarsi grave.
Nel pomeriggio la parola è passata ai difensori dei due, sui fatti sostanzialmente rei confessi. Il legale del 47enne austriaco Fabio Käppeli ha chiesto tre anni e mezzo da scontare. L’avvocato del pilota irlandese Marco Masoni si è battuto in via principale per una pena interamente sospesa. La Corte, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, comunicherà la sentenza mercoledì alle 17.00.









