Immagine d'archivio (©Tipress)

Medici alla sbarra

Rinviati a giudizio i quattro presunti responsabili della morte di un giovane alla Clinica psichiatrica di Mendrisio

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È approdato nuovamente in pretura penale il caso del giovane paziente della Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio, deceduto il 7 maggio del 2014 a causa di un cocktail di farmaci. Il procuratore pubblico Zaccaria Akbas ha infatti completato il dossier sulla scorta delle indicazioni fornitegli dal giudice Siro Quadri.

A suo tempo Akbas aveva emesso dei decreti d’accusa per omicidio colposo contro quattro medici, proponendo una pena pecuniaria sospesa di 90 aliquote e una multa di 2mila franchi. Nell’ottobre del 2017 si aprì il processo. Quadri, come detto, decise però di rinviare l’incarto al procuratore per il mancato rispetto del cosiddetto principio accusatorio. Occorreva cioè – spiegò il giudice – distinguere le responsabilità imputate a ognuno.

Akbas ora lo ha fatto. Non più con dei decreti, ma rinviando direttamente a giudizio i quattro. Gli atti d’accusa, giunti pochi giorni fa sul tavolo di Quadri, descrivono le presunte manchevolezze compiute da ognuno; da chi prescrisse la terapia a chi si sarebbe dovuto accorgere che la cura andava corretta. Questa la tesi dell’accusa. Tesi che medici respingono con fermezza.         

Francesco Lepori

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