Roberto Di Stefano in un'immagine d'archivio
Roberto Di Stefano in un'immagine d'archivio (TI-Press)

Morfina, "la famiglia va informata"

Il direttore degli Istituti sociali di Lugano, Roberto Di Stefano: “In caso di somministrazione, è indispensabile comunicarlo ai congiunti”

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“Se si prende la decisione di somministrare un oppiaceo, evidentemente c’è qualcosa che non sta funzionando: c’è qualcosa che è cambiato nella manifestazione dei sintomi, e io penso sia indispensabile che il congiunto sia informato subito”. Lo afferma Roberto Di Stefano, direttore sanitario degli Istituti sociali di Lugano (LIS), in merito alla somministrazione di morfina nei pazienti delle case anziani. Il tema è emerso in relazione al caso di Sementina, dove – secondo diverse testimonianze raccolte dalla RSI – in più occasioni gli oppiacei sarebbero stati somministrati in ospiti affetti da Covid-19 senza comunicazione ai congiunti.

CSI 18.00 del 09.06.2020 - Il direttore della casa anziani di Sementina e la direttrice sanitaria al microfono di Alice Pedrazzini ed Elena Borromeo
CSI 18.00 del 09.06.2020 - Il direttore della casa anziani di Sementina e la direttrice sanitaria al microfono di Alice Pedrazzini ed Elena Borromeo
 

“Il LIS ha anche un reparto di cure palliative, il personale è formato e tutti sanno che nel momento in cui c’è un cambiamento di terapia importante, può essere anche un oppiaceo, è importante che la famiglia lo sappia. Soprattutto in un momento come questo in cui la famiglia non sa nulla e vede il familiare magari sull’Ipad”, conclude Di Stefano.

Il virus in casa anziani

Il virus in casa anziani

Il Quotidiano di martedì 09.06.2020

 

"Nessuna legge stabilisce l’obbligo d’informazione"

Il tema non riguarda solo il Ticino e sta facendo discutere un po’ ovunque nel mondo, come nel caso delle 26 famiglie spagnole che hanno fatto causa al Governo di Madrid in quanto i loro parenti non sarebbero stati curati a dovere, proprio in relazione alla somministrazione dell’oppiaceo.

Per la primaria Clinica di cure palliative EOC Claudia Gamondi, sentita dalla RSI mercoledì, in Svizzera attualmente non vi è però nessuna legge che obbliga a notificare ai familiari la somministrazione di morfina. "Non ci sono leggi o linee guida perché non è un trattamento straordinario. Viene somministrata su indicazione medica ed è impensabile avere una legge, sarebbe assurdo. Allora dovremmo avere una legge che deve obbligare a informare per qualunque tipo di trattamento".

Gamondi aveva pure spiegato che "quando un paziente soffre e gli manca il respiro, uno dei farmaci più importanti è proprio questo. Quello che bisogna capire è che non uccide le persone, ma cura i sintomi. È chiaro che se è data a dosaggi sbagliati può causare diversi danni, ma questo vale per ogni farmaco e per ogni sintomo".

eb/APe/dielle
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