I partecipanti
I partecipanti (rsi)

Nuova Bellinzona, ci siamo

Dalle mani dei funzionari, il progetto sta per passare in quelle dei politici, che hanno detto la loro

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Il dibattito televisivo organizzato dalla RSI sulle prospettive della Nuova Bellinzona, comune che raggruppa i 13 del distretto che hanno accettato d’aggregarsi e che nascerà concretamente il 2 aprile, con l’elezione dei suoi rappresentanti, ha visto riuniti lunedì sera i 35 candidati in lizza per l’Esecutivo. Servizi, scuola, mobilità e sviluppo economico sono stati i temi attorno ai quali s’è articolata la discussione.

Nuova Bellinzona

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Il dibattito dedicato alle elezioni comunali del 2 aprile

Mario Branda (Unità di Sinistra – I Verdi) e Andrea Bersani (PLR), i sindaci (il primo della capitale nello scorso quinquennio e l’altro di Giubiasco) trascinatori del progetto, ne hanno spiegato a grandi linee le caratteristiche, che saranno comunque i politici, una volta nominati, a dover avallare.

Qualche perplessità, espressa soprattutto dai rappresentati di Lega-UDC-Il Noce-Indipendenti  e da quelli dell’MpS, è emersa circa il mantenimento e la distribuzione dei servizi nelle periferie (“Non periferie, ma corona del centro cittadino”, è stato fatto orgogliosamente notare) e su una ventilata loro razionalizzazione. Immediata è giunta la rassicurazione dei due principali architetti: “Nessun taglio né di stipendio, né di organico e nessuna chiusura di sportelli”. Aiuteranno, in quest’ambito, le commissioni di quartiere, da creare e incaricate di fare da intermediario tra le autorità e la popolazione.

Per quanto riguarda l’istruzione, sono venute a galla, in particolare, carenze sia nel garantire il doposcuola, sia la mancanza di spazi (troppi allievi per classe).  Aspetti noti, sui quali s’interverrà. Scelte che comunque spetteranno a chi sarà eletto e che non hanno potuto essere anticipate.

Hanno tenuto banco anche la situazione delle Officine delle FFS (“La città dovrà fare rispettare gli impegni assunti dall’ex regia"), la vitalità del centro storico (“Le prospettive non sono poi così fosche”) e, sempre nel contesto dello sviluppo economico, la necessità, anche grazie ad AlpTransit, di attirare industrie e saperi (polo tecnologico, politecnico), in collaborazione con le eccellenze già esistenti.

dg

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