Un obbligo in vigore dal 20 luglio (tipress)

"Ogni tanto serve ossigeno"

Obbligo della mascherina nella ristorazione: qualche infrazione c'è. In due settimane oltre 300 controlli e una quindicina di multe

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L'uso della mascherina da parte del personale di servizio è obbligatorio in Ticino dal 20 luglio ma non sempre è rispettato. Più o meno tutti indossano la protezione, ma non sempre a dovere: chi più o meno occasionalmente la abbassa sul mento, chi non copre il naso. "Con clienti amici che vedi 20 volte al giorno può succedere che, per capirsi più facilmente, la abbassi. Con gli sconosciuti no", oppure "durante il lavoro continua a scendermi, devo continuare a tirarla su" o ancora "la mascherina tutto il giorno fa venire il mal di testa, bisogna prendere un po' di fiato", si giustificano gli interessati che hanno accettato di parlare al microfono della Cronache della Svizzera italiana.

Massimo Suter, presidente di Gastroticino, è piuttosto comprensivo: "La nostra posizione", afferma, "è che la regola c'è e va rispettata", ma detto questo "nelle ultime giornate con la canicola a volte bisognava cercare un po' di ossigeno. Non credo ci sia la volontà di violare le norme", spiega.

Dal canto suo, la polizia cantonale si sente di affermare che il settore ha seguito le regole: sui 333 controlli effettuati in queste due settimane, sono una quindicina le multe inflitte. La misura è valida fino al 9 agosto e giovedì il Consiglio di Stato dovrebbe esprimersi su un suo prolungamento o un eventuale estensione ad altri ambiti.

CSI/pon
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