Palazzo delle Orsoline a Bellinzona. (archivio TiPress)

Pareggio dei conti: ora i compiti a casa

Le reazioni: dalle misure in gran parte di competenza del Governo al comitato referendario preoccupato per i tagli. Vitta: "Lavoriamo anno per anno".

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Soddisfazione e invito al Governo a procedere sulla strada già avviata da parte di chi l'ha promosso, preoccupazione per una riduzione delle prestazioni a favore dei meno abbienti da parte dei promotori del referendum. Sono queste le reazioni dopo il sì decretato domenica dai cittadini ticinesi che con il 56,9% dei voti hanno approvato il decreto legislativo che prevede il pareggio dei conti pubblici cantonali entro la fine del 2025.

Pamini: "È stata una sorpresa, una decisione a vantaggio di tutti"

Paolo Pamini (UDC) fra i promotori di questo decreto con il collega Sergio Morisoli ha commentato che "è stata una sorpresa perché temevamo una forte mobilitazione degli avversari. È un voto di indirizzo, non sono previste misure sanzionatorie. Tra l'altro, una buona metà delle misure saranno di competenza del governo, che già si sta adoperando a un risanamento del genere. Quindi oggi i cittadini e i cittadini hanno legittimato il lavoro che sta facendo il governo e il Parlamento ha ricevuto un chiaro indirizzo di voto di direzione".
Un successo non solo dell'UDC, con un testo votato in Parlamento da deputati della Lega, del PLR e del PPD.

Ghisletta: "Il comitato referendario è preoccupato e continuerà a vigilare"

"La preoccupazione alla base del referendum è molto più grande in questo momento e riguarda il settore sociosanitario, la scuola e altri servizi pubblici fondamentali". Questa la reazione di Raoul Ghisletta (PS). Dopo questo voto "il comitato dovrà vigilare sulla concretizzazione del decreto Morisoli per il risanamento dei conti". Rispetto a chi ha detto che questo in fondo è un decreto che non faceva male alla popolazione, "non crediamo assolutamente a queste promesse e quindi ci spetterà concretamente fare delle battaglie puntuali affinché, non ci siano dei tagli sociali e misure ingiuste che vadano a colpire la popolazione".

Vitta: "Lavoriamo preventivo dopo preventivo"

Secondo il Consigliere di Stato Christian Vitta, "la votazione ha dato dei paletti nell'ambito di un percorso già iniziato per riequilibrare i conti del Cantone. Stiamo cercando di contenere la crescita della spesa per non superare nel preventivo 2023 gli 80 milioni di franchi di disavanzo. Lavoreremo preventivo dopo preventivo. Non mi sento un ministro delle finanze con le mani legate: non è escluso che la popolazione possa essere chiamata alle urne qualora vi siano misure sottoposte a referendum. Determinante sarà ora dialogare e cercare una via il più possibile condivisa".

 
Antonio Civile
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