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Immagine d'archivio (©Tipress)

Permessi facili, nuove piste

Gli inquirenti stanno analizzando il ruolo delle ditte di ponteggi

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Il nesso fra lo scandalo dei “permessi facili” e le ditte di ponteggi si fa più stretto. Il presunto corruttore ha infatti ammesso di aver lavorato in passato per una società del bellinzonese attiva in questo settore. L'indagato principale nell'inchiesta, che ha travolto l'ufficio cantonale della migrazione è tuttora in carcere.

All’ex-datore di lavoro, il 25enne svizzero di origini kosovare - accusato di aver assunto nella sua Sagl, la ALIU Big Team, cittadini con passaporti falsi con il fine di un permesso B - avrebbe poi procurato alcuni lavoratori: solo un paio, a suo dire.

La società di ponteggi interessata è attualmente in liquidazione. Contattato dalla RSI, il titolare di allora - un imprenditore anche lui kosovaro - ha confermato di avere avuto il 25enne alle sue dipendenze per due anni fino al 2015. Poi lo ha licenziato per le troppe assenze ingiustificate. Ha pure detto che il giovane gli aveva procurato 3-4 contatti di operai, ma nega di essere implicato nella storia dei permessi falsi.

Inoltre allo stesso indirizzo della ditta in cui ha lavorato il 25enne kosovaro arrestato settimana scorsa, oggi ne sono attive due legate al mondo dei ponteggi. In una di queste aveva lavorato un mese come magazziniere , l'altra invece è la filiale ticinese di un'azienda con sede nel Canton Lucerna. Proprio nella Svizzera interna l'imprenditore kosovaro ha il grosso dei suoi affari e proprio a Svitto, da dove è giunta la prima segnalazione di presunte irregolarità, sono stati "inviati" una quindicina di operai.

Quot./Red.MM

Dal Quotidiano:

Permessi falsi e ponteggi

Permessi falsi e ponteggi

Il Quotidiano di lunedì 13.02.2017

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