(©Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Premio letteratura a Nessi

Lo "scrittore del Mendrisiotto" riceve l'ambito riconoscimento. "Ogni libro curato in profondità"

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Alberto Nessi è lo scrittore del Mendrisiotto. È l'autore che ha saputo portare nelle sue pagine le figure e le storie che ha raccolto ascoltando la gente o che ha conosciuto personalmente. E le ha fatte diventare universali, superando i confini dei luoghi in cui è nato e cresciuto, Chiasso, Coldrerio, e negli ultimi anni Bruzella, in Valle di Muggio.

Fin dagli esordi, Nessi ha rivolto il suo sguardo ai fatti marginali, alle situazioni quotidiane della vita, alle persone umili e a quelle situazioni e a quei sentimenti che abitualmente sfuggono. Ma ha anche saputo recuperare vicende e nomi che, nel solco dei concetti di giustizia e solidarietà, hanno lasciato il segno nella storia, anche oltre il locale, portandoli ad essere più incisivi e memorabili di tante rigorose ricerche scientifiche.

Poeta e narratore insieme, anche se la sua prima pubblicazione è una raccolta di poesie - "I giorni feriali", uscita nel 1969 nelle Edizioni Pantarei - Alberto Nessi non sembra privilegiare un genere o l'altro. Anche perché in entrambi i casi l'attenzione per lo stile, per la scelta lessicale, per il ritmo e il suono delle parole, è il medesimo.

 

La sua produzione non è vastissima. Segno che ogni libro è stato curato e meditato a lungo, in profondità. Dalle raccolte di versi, alle raccolte di racconti, ai romanzi.

Quali indicare, proprio oggi, giovedì, che Nessi riceve il Gran Premio svizzero di letteratura?

Sul fronte della poesia, senza dubbio, "Ladro di minuzie", l'antologia curata da lui stesso per Casagrande di Bellinzona nel 2010. Sul fronte della narrativa, ci sono i primi due libri, indimenticabili: "Terra matta", pubblicato da Dadò nel 1984, con le storie della banda del Mattirolo, delle sigaraie e di Tonio, lo scalpellino di Arzo; e "Tutti discendono" del 1989, Casagrande, con i racconti che ruotano attorno alla frontiera. E poi gli ultimi due, sempre con l'editore Casagrande: il romanzo "La prossima settimana, forse", apparso nel 2008, che ci porta, con il suo protagonista José Fontana, figura di spicco per la storia del socialismo internazionale, da Cabbio alla Svizzera francese, a Lisbona; e la raccolta di racconti intitolata "Milò", del 2014, Storie della Resistenza e storie di resistenza, come si legge nella quarta di copertina.

A questi volumi va ancora aggiunta l'antologia "Rabbia di vento", significativamente sottotitolata "Un ritratto della Svizzera italiana attraverso scritti e testimonianze", Casagrande, 1986, un lavoro importante.

Oggi si festeggiano tutti questi libri, e anche quelli che verranno. E allora diamo la parola allo stesso Alberto Nessi, che in occasione di questa giornata di festa ci ha regalato un inedito:

Scrivere una poesia
al ballerino di Carimate
che mi chiede come si scrive una poesia

Sì, forse è un po' come ballare il tango si dev'essere in due, cinger la vita non fare il passo più lungo della gamba assecondare l'onda dentro l'ombra dove pulsa il sangue, fare il casqué sulla pedana senza cascarsi addosso inseguire il tuo cuore, Caminito.

Maria Grazia Rabiolo

Dal TG20:

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