Salario minimo, 1'600 ditte ticinesi controllate

Infrazioni sono state riscontrate nel 3% dei casi; Christian Vitta: “È un buon segnale” – Importante il ruolo delle segnalazioni puntuali

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L’Ufficio dell’ispettorato del lavoro ha svolto accertamenti in oltre 1’600 aziende attive in tutti i settori dell’economia ticinese e, stando a quanto si legge in un comunicato inviato martedì sera, “l’esito dei primi controlli mette in evidenza un sostanziale rispetto della legge sul salario minimo”. Solo nel 3% dei casi, infatti, è stata riscontrata un’infrazione.

Il mancato rispetto della legge sul salario minimo, si legge nella nota inviata dalla Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone, “è perlopiù da ricondurre a errori di calcolo. La quasi totalità dei datori di lavoro ha reintegrato la differenza dovuta”.

In sette casi casi la sanzione supera i 2'000 franchi (la multa è calcolata in base alla differenza tra il salario dovuto secondo la legge sul salario minimo e il salario effettivamente versato). Sulle circa 50 infrazioni riscontrate, spiega la commissione, più di 30 riguardano datori di lavoro oggetto di segnalazioni puntuali.

Molti controlli sono stati condotti a campione, ma diversi sono stati frutto di segnalazioni, che possono essere inoltrate alla pagina internet: www.ti.ch/abusisalariali.

Vitta: "Dati incoraggianti"

Il salario minimo oggi è stata anche tema di discussione in Gran Consiglio. E per quanto riguarda il tasso del 3% di infrazioni, il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento finanze ed economia, Christian Vitta, lo ha definito “un dato incoraggiante”. Significa che la maggior parte delle aziende, ha dichiarato alla RSI, “rispetta le nuove regole”.

Alla RSI risulta che una delle ditte che ha sottoscritto contratti collettivi con il sedicente sindacato Tisin sarebbe stata sanzionata dalla tripartita. “Non posso esprimermi su casi specifici”, ha tuttavia risposto Vitta ai microfoni del Quotidiano.

La reazione sindacale

I sindacati Unia e OCST accolgono con favore i dati emersi e chiedono che i controlli non si fermino, oltre alla mancanza di comunicazione sulle ditte che avevano concluso un accordo con l'organizzazione TiSin. Stando a informazioni della RSI, una di queste ditte sarebbe fra quelle sanzionate.

 
Red.MM/Quotidiano
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