Scuola, con che sintomi si va a casa?

I pediatri: "Chiarimenti in vista dell'influenza stagionale" - Merlani: "Potremmo dare un'interpretazione più elastica delle direttive attuali"

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Al centro delle preoccupazioni legate alle pandemia non ci sono solo gli anziani. Con la ripresa delle scuole le assenze a causa di sintomi influenzali rischiano di diventare un problema. La società Svizzera di pediatria dunque, in una recente presa di posizione, ha chiesto una definizione più chiara dei sintomi che obbligano un bambino a saltare giorni di scuola, perché partecipare alle lezioni - si legge nel comunicato - è fondamentale per lo sviluppo psicofisico di un giovane.

Le indicazioni oggi appaiono troppo vaste e comprendono anche, ad esempio, il raffreddore. Le conseguenze potrebbero essere classi presto decimate, sovraccarico delle strutture sanitarie sollecitate, in particolare dai genitori. Anche su questo punto la RSI ha interpellato il medico cantonale Giorgio Merlani. "Sappiamo che il gruppo di specialisti malattie infettive pediatrici, sta rielaborando le direttive e - non posso dirlo troppo ad alta voce - ma se uscisse il raffreddore, se venisse definito che il mal di gola è una sintomatologia specifica, non è semplicemente un raspino in gola e che non basta un colpettino di tosse (magari perché a  qualcuno è andato di traverso quello che stava bevendo), ma è proprio una tosse persistente, secca e senza altra spiegazione... allora sì, sarei contento".

E se quindi non dovessero arrivare in tempo breve direttive a livello federale, è possibile immaginare una direttiva a livello cantonale? "Potremmo dare un'interpretazione più elastica delle direttive attuali", risponde Merlani. Detto in altre parole il Cantone potrebbe presto dire ad autorità scolastiche e genitori di interpretare in modo più elastico le indicazioni attuali, anche in vista dell'imminente arrivo dell'influenza stagionale.

CSI/M. Ang.
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