De Rosa, Vitta e Merlani in una precedente conferenza stampa (tipress)

Si muore anche in casa anziani

In Ticino in ospedale 235 pazienti, 48 dei quali intubati. Il più giovane ha 38 anni - Il "discorso alla nazione" di Vitta - Il Consiglio di Stato ha scritto a Berna

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L'aumento contenuto dei nuovi contagi lunedì in Ticino (46 in più per un totale di quelli segnalati martedì mattina) è un segnale incoraggiante, la curva sembra appiattirsi ma è presto per giungere a conclusioni definitive, bisognerà vedere anche quanto accadrà nei prossimi giorni: la prudenza è d'obbligo nelle parole del medico cantonale Giorgio Merlani e del consigliere di Stato Raffaele De Rosa, espresse nella conferenza stampa del pomeriggio a Bellinzona.

Merlani è entrato nel dettaglio delle cifre dell'epidemia in Ticino: i decessi, come già noto, sono passati da 48 a 53. Solo due delle persone morte avevano meno di 65 anni, ma entrambe erano affette da patologie pregresse. In ospedale si trovano 235 persone, 48 delle quali intubate. Il ricoverato più giovane ha 38 anni, l'intubato più giovane 40.

 

Non si muore però solo alla Carità di Locarno o alla Clinica Moncucco, ma anche nelle case per anziani: finora i casi fatali sono 8. Come ha spiegato Merlani, quando la malattia polmonare si sviluppa in modo particolarmente grave, e spesso anche rapido, la prognosi anche in caso di intubazione è molto negativa. Invece di procedere con trasferimenti e trattamenti “al limite dell’accanimento terapeutico” e con speranze di successo pressoché nulle , si può quindi preferire lasciare l’anziano nella quiete della stanza dove ha vissuto per diversi anni, con una buona cura palliativa.

 

Appello alla nazione

In apertura di conferenza stampa, il presidente del Governo Christian Vitta aveva pronunciato un vero e proprio "discorso alla nazione" ticinese, difendendo le decisioni restrittive prese negli scorsi giorni, che qualcuno ha messo in discussione oltre San Gottardo. "Alcune frasi sentite ci hanno feriti in quanto ticinesi", ha affermato Vitta, ribadendo la convinzione che Berna capirà quanto voluto da Bellinzona. Il Consiglio di Stato ha scritto una lettera al Consiglio federale, chiedendo solidarietà e sostegno e auspicando che aziende e cittadini ticinesi non siano penalizzati per l'arrivo anticipato del virus rispetto al resto del paese. "Non potevamo attendere" e "uniti ce la faremo", ha ribadito. Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, dal canto suo, ha rinnovato l'appello alla popolazione a restare in casa, ridurre al minimo le attività e i contatti sociali e rispettare le distanze. "Non vogliamo arrivare a misure come il coprifuoco", ha affermato. Un appello rivolto in modo particolare agli anziani: "Tenete duro anche per chi vi vuole bene".

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