Il Gran Consiglio riparte da Lugano

Il Quotidiano di lunedì 25.05.2020

Sostegno generale e critiche puntuali

Nella sua prima seduta dopo la chiusura causata dal coronavirus, il Parlamento ticinese approva l'azione del Governo durante la crisi

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Ci sono volute oltre nove ore di discussioni, al legislativo cantonale ticinese, per arrivare a concludere la sua prima giornata di lavoro da due mesi a questa parte.

 Riuniti al Palazzo dei congressi di Lugano, infrastruttura che ha permesso ai deputati di riunirsi e di lavorare nel pieno rispetto delle norme igieniche e di distanziamento sociale, i membri del Parlamento, le cui file si sono assottigliate con l'avanzare della serata, hanno sostanzialmente approvato la cronologia dei fatti e delle decisioni adottate dal Consiglio di Stato su proposta dello Stato maggiore cantonale di condotta insieme agli alti funzionari Giorgio Merlani (medico cantonale) e Matteo Cocchi (comandante della Polizia cantonale).

Diversi i deputati e le deputate che hanno seguito i lavori protetti dalla mascherina
Diversi i deputati e le deputate che hanno seguito i lavori protetti dalla mascherina (TiPress)

Molti, durante gli interventi alla tribuna, i "grazie" rivolti al Governo e all'indirizzo delle diverse categorie professionali che hanno assicurato il funzionamento del sistema sanitario ticinese durante la crisi. Ma molti e puntuali sono stati anche i distinguo  e le critiche da parte della sinistra e degli ecologisti, che non hanno gradito alcune decisioni puntuali adottate dal Governo durante la fase dello stato di necessità.

Una condizione quest'ultima, ha spiegato il presidente del Governo Norman Gobbi, che l'Esecutivo ha prorogato fino alla fine di giugno per non rallentare un ritorno immediato alla politica di divieti, nel caso in cui una seconda ondata della pandemia dovesse insorgere nelle prossime settimane.

Anche il presidente del Governo ha dovuto sottoporsi ai controlli di sicurezza
Anche il presidente del Governo ha dovuto sottoporsi ai controlli di sicurezza (TiPress)

Due le votazioni che hanno permesso al Gran consiglio di esprimere con i numeri la sua opinione su altrettanti temi: il "no" alla proposta di Matteo Pronzini di negare il diritto di parola in Parlamento a Giorgio Mernali e a Matteo Cocchi (in apertura dei lavori) e il "no" del plenum alla richiesta dell'MPS di discutere in fine serata e al di là dei limiti imposti alle interpellanze, i decessi avvenuti durante la pandemia (27 morti su 80 ospiti) nella casa per anziani di Sementina.

 
 
mpe
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