Coira e Bellinzona critiche con Berset
Coira e Bellinzona critiche con Berset (keystone)

Tuoni dai Grigioni, critico il Ticino

Le reazioni da Coira e da Bellinzona alla nuova stretta annunciata dal Consiglio federale per far fronte alla pandemia

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Le reazioni da Coira e da Bellinzona alla nuova stretta annunciata ieri dal Consiglio federale per far fronte alla pandemia hanno toni critici, soprattutto per quanto riguarda i Grigioni; che si allineano così alle critiche dei cantoni romandi.

 

Grigioni: "Un affronto"

Prova generale per i test a tappeto previsti nei prossimi giorni nei distretti Bernina, Maloja ed Engadina Bassa. I gran consiglieri grigionesi si sottopongono al test rapido. "Serve perché siamo 120 granconsiglieri che vengono da tutte le parti del cantone. Cerchiamo di prevenire. E sicuramente riusciremo a limitare i danni", afferma Alessandro Della Vedova, granconsigliere di Poschiavo.

I test fanno parte del piano grigionese per abbattere il numero dei contagi e salvare la stagione turistica. Ma quanto predisposto si scontra con quanto comunicato ieri dal Consiglio federale, afferma il governo retico. "Prima un'indicazione, poi un'altra: è irritante. E non è né sostenibile, né comunicabile alla popolazione", dice Peter Peyer.

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TG di martedì 08.12.2020

 

"Senza mezze parole: per me è un affronto. Che la Confederazione reagisca così per smuovere i cantoni che non fanno nulla, penalizza i cantoni che già ora stanno facendo il necessario. Scusate, ma dovevo dirlo", tuona Marcus Caduff.

Per il momento si continua sulla linea prevista, quindi con i test nelle vallate più toccate. In Valposchiavo e in Bregaglia si è pronti.

Intanto il test in Gran Consiglio ha permesso di rilevare un caso positivo fra i deputati. La persona toccata ha lasciato la sessione per mettersi in isolamento.

Ticino: "Metodologia problematica"

"Pur condividendo gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale, ossia la riduzione di contagi, ospedalizzazioni e decessi, il Governo ticinese ritiene problematica la metodologia adottata e auspica che la Confederazione, in caso di un effettivo inasprimento delle disposizioni, garantisca un ulteriore e concreto sostegno finanziario ai settori coinvolti", si legge invece nella presa di posizione affidata in serata ad una nota stampa.

Per Bellinzona "cambiamenti normativi troppo frequenti e a diversi livelli istituzionali finiscono per generare insicurezza fra la popolazione e gli operatori economici".

Il Ticino in particolare ha chiesto a Berna di mantenere l'apertura dei ristoranti fino alle 22, che dovrebbero rimanere aperti anche a Natale e Capodanno, così come le aperture domenicali dei negozi prima di Natale.

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Quot/joe.p.
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