Raffaele De Rosa (tipress)

"Un aiuto a chi è in difficoltà"

Presentata la riforma sociale cantonale ticinese: non si interverrà solo sui premi di cassa malati. Previsti anche risparmi con procedure più snelle

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Vale 17,4 milioni di franchi, di cui 15,4 di investimento, la riforma sociale cantonale presentata giovedì mattina dal consigliere di Stato ticinese Raffaele De Rosa. "Un aiuto concreto a chi è in difficoltà", è stato detto in conferenza stampa. Il Governo ha deciso di agire innanzitutto sui premi di cassa malati, con un aumento dei sussidi e un'estensione della cerchia dei beneficiari, ritoccando la soglia di reddito disponibile che dà diritto alla prestazione. L'impatto di queste due misure sulle casse cantonali sarà rispettivamente di 4,2 e  6,3 milioni di franchi annui. Riceveranno un aiuto, si stima, circa 2'000 persone in più e migliorerà la situazione delle 60'000 che già lo ottengono. Nelle intenzioni, ne approfitteranno non solo le famiglie con figli, ma anche le coppie che non ne hanno e le persone sole.

Sempre sul fronte dell'assicurazione malattia, il messaggio al Parlamento prevede di semplificare le procedure che riguardano tutti quei cittadini, e sono circa 14'000, che ricevono anche altre prestazioni assistenziali. Le casse avranno in futuro un solo interlocutore nell'amministrazione e si ridurrà il bisogno di coordinamento fra i vari uffici. Questo, insieme al passaggio come valore di riferimento dal premio ordinario (un dato statistico) a quello effettivo, consentirà di risparmiare 2,1 milioni.

Buone notizie anche per chi ha diritto ad assegni di prima infanzia e integrativi. I primi verranno meno solo alla fine di agosto dell'anno in cui il minore compie 4 anni (1,4 milioni di spesa e 0,6 di risparmi perché una ventina di famiglie potrà emanciparsi dall'assistenza), mentre dai secondi non verranno più dedotti eventuali assegni famigliari federali (1,6 milioni di uscite nette).

Verrà poi estesa a tutte le prestazioni previste dalla Laps la cosiddetta franchigia (del 20%) sul reddito da lavoro, il cui tetto massimo verrà portato da 350 a 500 franchi. Il guadagno non potrà quindi più essere dedotto totalmente nel calcolo della prestazione. In altre parole, per i beneficiari sarà conveniente lavorare e saranno così sostenuti gli sforzi di chi cerca di rendersi autosufficiente. La misura costerà 3,7 milioni ma si ritiene possa produrre effetti positivi per 1,9. Gli ultimi 0,8 milioni di maggiori uscite derivano da una misura analoga per gli apprendisti in assistenza. Per i comuni, infine, la riforma si tradurrà in minori uscite per 2 milioni.

 
pon
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