I sesterzi tornati alla luce
I sesterzi tornati alla luce

Un compenso per i sesterzi

Il CdS ricompenserà i proprietari del terreno dove è stato ritrovato il "tesoro di Orselina"

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Il Consiglio di Stato, in linea con quanto prescrive la Legge sulla protezione dei beni culturali e in segno di gratitudine, corrisponderà in questi giorni un compenso ai signori Sommer-Debernardis, proprietari del terreno a Orselina sul quale è avvenuto l'anno scorso il ritrovamento di 5'000 monete (sesterzi) di epoca romana.

L'antico tesoro era stato rinvenuto in buono stato di conservazione e ancora parzialmente leggibile. Grazie alla ritrattistica imperiale, gli esperti dell’Inventario dei ritrovamenti monetali in Svizzera (IRMS) hanno potuto riferire le monete al periodo compreso fra la fine del I e il III secolo d.C. Il pezzo più recente è un conio dell'imperatore Gallieno, risalente al 253 d.C.

Le monete erano contenute in un’anfora depositata direttamente nel terreno, senza particolari protezioni o costruzioni. Con tutta probabilità, il tesoro era quindi stato nascosto fuori dall’abitato e non depositato in un’area sepolcrale o di culto; tale scelta rispecchia una consuetudine degli abitanti dell’epoca antica, sovente adottata per mettere al sicuro oggetti di valore.

Red.MM/M.Ang.

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