È il 12 agosto 2025 quando, verso le 19.30, un detenuto del carcere La Stampa di Cadro dà fuoco alla sua cella. Il denso fumo rende necessaria l’evacuazione dell’ala nella quale sono presenti una ventina di persone (tra detenuti e agenti di custodia). Tre di loro rimangono leggermente intossicati e vengono trasportati in ospedale.
L’autore del gesto, un 46enne francese, è comparso venerdì alle Assise criminali per rispondere alle accuse di incendio intenzionale aggravato e ripetuto danneggiamento. Quest’ultima per aver distrutto altre due celle, una lo stesso 12 agosto e un’altra un paio di giorni più tardi. La Corte ha condannato l’uomo a tre anni e mezzo di carcere e all’espulsione a vita dalla Svizzera.
“Mi dispiace - ha dichiarato in aula -. Ho agito per protesta, contro continui soprusi che mi è toccato subire. E questo dopo aver preso comunque tutte le precauzioni possibili a tutela degli altri”. Sullo sfondo del processo, il passato difficile dell’uomo, costellato anche da condanne penali, e i disturbi psichici ravvisati dalla perizia psichiatrica.









