Il negozio era stato distrutto dalle fiamme il 12 febbraio (Rescue Media)

Un incendio da due milioni

A tanto ammonta la tentata truffa assicurativa che in febbraio sfociò nell’incendio della boutique di via Nassa

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Sin qui si era parlato, genericamente, di una polizza superiore al milione. Martedì sono trapelate le cifre esatte. Numeri che rendono ancora più clamorosa la truffa tentata la sera del 12 febbraio scorso, a Lugano, con l’incendio appiccato all’interno della boutique “White”.

I beni in vendita nel negozio di via Nassa erano infatti assicurati per un importo complessivo di circa due milioni di franchi. L’idea era quella di bruciare solo della merce in liquidazione. L’uomo incaricato di farlo entrò dalla porta senza forzarla, prese i vestiti, li ammucchiò nel retro, li cosparse di carburante e accese il falò.

Fumo e fiamme finirono però per distruggere tutto. Tanto che, nei giorni successivi, l’amministratore della società a cui faceva capo il “White” quantificò all’assicurazione un danno vicino ai due milioni. Fu lui stesso a ritirare successivamente la notifica, una volta avviato il procedimento penale a suo carico.

Il commerciante chiese a un cittadino italiano di sbarazzarsi degli abiti, senza indicargli il modo, dopo che questi aveva cercato invano di vendere lo stock a dei grossisti. Il 43enne gli ventilò, tra le altre, la possibilità di dargli fuoco. Compito che poi affidò a un connazionale, ad oggi latitante.

L’amministratore è reo confesso. Lunedì è stato sentito di nuovo dalla procuratrice Margherita Lanzillo, di fronte alla quale ha ribadito il suo ruolo di mandante. Le ammissioni rese sin dall’inizio hanno contribuito a evitargli l’arresto, scattato invece per altre tre persone: un 34enne, una 47enne e il 43enne (l’unico tuttora dietro le sbarre). Tentata truffa e incendio intenzionale le accuse ipotizzate, a vario titolo, nei loro confronti.

 
Francesco Lepori
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