La facciata di Casa Bossi, nel centro storico di Novara, a due passi dalla Basilica di San Gaudenzio
La facciata di Casa Bossi, nel centro storico di Novara, a due passi dalla Basilica di San Gaudenzio (©Alessandro Vecchi)

Una costola dell'USI in Italia

L’Accademia di architettura progetta di insediare parte dell’Archivio del moderno a Novara

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Una piccola sede dell'Università della Svizzera italiana aprirà al di là del confine. L'USI è infatti alla ricerca di nuovi spazi nei quali insediare una parte dell'Archivio del moderno dell'Accademia di architettura, in particolare per quei lasciti italiani che non possono stare troppo a lungo fuori dallo stato di provenienza.

Un'ipotesi al vaglio è quella di affittare dei locali nella storica Casa Bossi di proprietà della città di Novara, per inserirvi una sorta di museo architettonico e un laboratorio che ospiti parte dell'enorme patrimonio riunito dall'Archivio in vent'anni. Per questo rappresentanti dell'USI negli scorsi giorni si sono recati in Piemonte in visita al complesso realizzato negli anni 1857-1861 dall’architetto Alessandro Antonelli, oggi ritenuto il più bel palazzo neoclassico d’Italia.

A ordinare la costruzione dell’edificio (6'500 metri quadrati e circa 200 stanze) fu la famiglia Desanti e, in seguito, fino al 1951, vi abitarono i loro eredi: i Bossi che ospitarono inquilini di fama tra cui l’artista della luce Antonio Calderara e l’aeropittrice futurista Barbara ma pure progettisti, giornalisti, poeti e scrittori. Oggi Casa Bossi è sede di numerosi eventi culturali, conferenze, rassegne e spettacoli.

Il progetto dell'USI è accolto di buon occhio a Novara. Da un lato perché potrebbe aprire interessanti ipotesi di collaborazione con l'Università del Piemonte Orientale. Dall'altro perché permetterebbe di mettere mano al restauro di una parte consistente della proprietà (si parla di 1'000 metri quadrati) che da tempo necessità di interventi.

CSI/Diem

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