Vaticano, azione legale in Ticino

Nuovo capitolo nella vicenda finanziaria dell’Obolo di San Pietro, che vede coinvolte anche banche e fiduciarie ticinesi. La replica: "Intraprese vie legali"

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Tutto ruota attorno a un  palazzo di Londra. Secondo gli inquirenti del Vaticano i soldi per l’acquisto sarebbero stati presi illecitamente delle casse della Santa sede. Un escamotage per occultare una cifra pari a circa 300 milioni di euro, si legge in una recente sentenza elvetica. Elvetica, perché la Svizzera c’entra. Infatti, i soldi sono passati anche dal Ticino tramite fondi di investimento, banche e fiduciarie di Lugano.

Si apre così un nuovo capitolo nell’intricata vicenda finanziaria dell’Obolo di San Pietro.

Citata nell’inchiesta una fiduciaria con sede a Lugano, secondo le carte gestiva fondi della Segreteria di Stato ed è oggetto di una rogatoria vaticana. Indagati anche altri due residenti in Svizzera, protagonisti della gestione dei fondi.

Non sembra invece apparire nell’inchiesta un altro gruppo finanziario luganese, citato da alcune testate internazionali. Per questo il suo avvocato ha intrapreso azioni legali contro le informazioni uscite sulla stampa. Una denuncia contro ignoti, da quanto si capisce, per aver fatto circolare false informazioni. Denuncia presentata in Ticino, perché i reati presunti toccano anche la società ticinese

Il caso va avanti. Pochi giorni fa il Tribunale penale federale di Bellinzona ha respinto i ricorsi della fiduciaria. Ora i documenti bancari richiesti andranno alla giustizia vaticana. Per tutti vale la presunzione di innocenza.

M. Pacella/M. Ang.
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