Lo stabilimento di Sant'Antonino
Lo stabilimento di Sant'Antonino (©Ti-Press/Carlo Reguzzi)

Via Kering, addio fino a 50 milioni

Il riassetto fiscale del gruppo potrebbe costare caro al Ticino, secondo i dati in possesso della RSI

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Il Ticino potrebbe perdere fino a 50 milioni all'anno di gettito fiscale. Sarebbero queste, secondo le informazioni in possesso di Falò, le conseguenze dell'eventuale partenza del gruppo Kering dal cantone, che ha appena patteggiato una somma record di 1 milardo e 250 milioni di euro con il fisco italiano, nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza sul marchio Gucci, per una presunta frode fiscale di 14 miliardi e mezzo, legata alle attività in Ticino di un'altra controllata del gruppo, la Luxury Goods International di Cadempino.

Senza vantaggi fiscali, spiega la giornalista RSI Anna Bernasconi ai microfoni di Modem, pare logico che non abbia più senso per il colosso francese del lusso mantenere in Ticino anche la logistica. Le informazioni di cui dispone Falò - aggiunge la reporter - confermerebbero la volontà di Kering di smantellare la logistica nei tempi tecnici necessari, stimabili intorno ai 2/3 anni.

Le conseguenze potrebbero essere disastrose sulle finanze cantonali, perché Luxury Goods International è il maggior contribuente del Ticino.

Secondo i dati in possesso della redazione del programma di inchiesta della RSI, la cifra che la multinazionale versava come gettito fiscale complessivo era, in media, di 80 milioni all'anno, così suddivisi: 40-50 milioni a comuni e cantone e circa 30 milioni di gettito alla Confederazione.

Per l'anno corrente, di questa cifra, rimarrebbe circa il 20%. Dall'anno prossimo e successivi, solo il 5%. Per poi, probabilmente diminuire progressivamente.

Il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia, Christian Vitta, ospite, tra gli altri a Modem, ha dichiarato di non poter commentare le cifre per il vincolo del segreto fiscale.

Ascolta la puntata integrale di Modem, con l'intervento anche di Amalia Mirante, docente di economia politica alla SUPSI.

 
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