Il mercatino di Lugano (tipress)

Voci dai mercatini di Natale

Le festività nelle piazze e nelle strade di molti centri della Svizzera italiana sono scandite anche dalle bancarelle colorate

"Sono in Via Nassa alle 5.30 del mattino. E non fa freddo. Si sta benone". Questa è una voce raccolta domenica a Lugano. Nelle casette allestite per le festività, ma anche nelle bancarelle nelle strade intorno a Piazza della Riforma, tanti piccoli imprenditori con i loro prodotti, ma anche i ritrovi pubblici che, per Natale, si allargano servendo da mangiare e da bere direttamente sulla piazza. Un lavoro fatto di ore all'aperto, in balia anche delle bizze della meteo.

 

"Oggi aiuto mio fratello. Ma ho sempre fatto l'ambulante. Siamo abituati cosi: ti copri bene", dice un altro venditore. La quasi totalità sono aziende composte da una sola persona: il titolare che per qualche giorno all'anno ha la possibilità di uscire dal proprio negozio o dal proprio atelier. Poco importano temperature e umidità: bisogna esserci per far quadrare i conti. Il lavoro in queste condizioni è regolato dalla legge federale sul lavoro e relativa ordinanza. Che protegge però solo chi è dipendente, obbligando il padronato ad adottare misure che tutelino la salute dei suoi impiegati.

La Divisione dell'economia del DFE, al quale abbiamo chiesto come e cosa si muova in questo particolare settore, cioè quello un po' al margine dei mercatini, ha risposto con un email, scrivendo che l'ispettorato del lavoro monìtora costantemente la situazione.

CSI/redMM

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