Immagine d'archivio (tipress)

Voragine immobiliare

Arrestati due dirigenti di una società luganese. Il buco, creato con fondi lussemburghesi, è di svariati milioni

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Una nuova inchiesta sta scuotendo la piazza finanziaria ticinese. Settimana scorsa – si è appreso lunedì – sono stati arrestati un dirigente e l’amministratore unico di una società di Lugano, attiva nel settore immobiliare.

La vicenda riguarda fondi di investimento lussemburghesi. Fondi di tipo obbligazionario che, fino a un certo punto, hanno reso ai clienti interessi elevati. Poi la liquidità ha cominciato a scarseggiare, e i rubinetti si sono chiusi. Di qui gli accertamenti, sfociati nel blitz di alcuni giorni fa.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice Chiara Borelli, è di quelle importanti. Secondo le stime iniziali, che andranno affinate anche con la valutazione esatta degli immobili esistenti, in Svizzera e all’estero, mancherebbero all’appello qualcosa come almeno dieci milioni di franchi.

Sotto la lente degli inquirenti è finito soprattutto l’amministratore (e co-fondatore) della società, un cittadino italiano da tempo in Ticino. Truffa l’accusa principale ipotizzata nei suoi confronti. Per ora sono stati disposti “solo” due arresti. Ma le verifiche proseguono, e all’orizzonte si profilano ulteriori sviluppi.

Truffa immobiliare milionaria, due arresti

Truffa immobiliare milionaria, due arresti

Il Quotidiano di lunedì 28.09.2020

 
Francesco Lepori
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