Può una comunità di 120 abitanti trasformarsi, in un fine settimana, in un centro esplosivo? Certo, a patto che stiate pensando a Moleno, dal 2022 sede del Mòlòn Festival, che quest’anno si terrà il 19 e 20 giugno 2026. Nato come reazione alle ristrettezze sociali e di incontro date dalla pandemia sotto forma di “luogo per solidarizzare”, ed evoluto in festival grazie al Circolo Ricreativo di Moleno, coadiuvato da amici e curiosi, divisi fra organizzatori, addetti al servizio e cucinieri.
Il centro di tutto sono una corte, un parco giochi ed una piazza, luoghi privilegiati di incontro e di espressione. Un po’ come successo a Muzzano con Facciamo la Corte, oppure ad Arzo con il Festival della Narrazione, diventati esempi da seguire grazie al loro acume nella programmazione, nella qualità e nella continuità.
Il Mòlòn è festival che fa della comunità e della sostenibilità il proprio credo, con un nucleo di vicini che ben sapendo cosa succederà in quel fine settimana sceglie se prendersi qualche giorno da amici e parenti per evitar la baraonda o se buttarsi in festa con tutte le scarpe in un contesto completamente aperto verso le famiglie e le differenti fasce d’età. Oltre al Festival vero e proprio, in loco si offre un’area camping a Preonzo, un fiume con delle bolle dove godersi il fresco rigeneratore: insomma, un piccolo angolo di beatitudine.
Un fine settimana dove musica e spettacoli saranno come sempre gli ingredienti lanciati dagli ideatori e dai volontari, per un progetto che nel tempo ha solidificato le proprie fondamenta, venendo riconosciuto dalla Città di Bellinzona come di interesse culturale ed appoggiandosi alla Federazione Svizzera dei club e dei festival di musica Petzi.
Anche quest’anno a calcare ed a colorare il paese saranno parecchi: la Compagnia Due, coppia di clown che con “Avanti” inaugureranno le danze, seguiti da un triplice concerto con uno dei nuovi progetti di casa Safe Port Production, gli Iliem Lys. Poi le milanesi Ginger Bender a mischiare profumi ‘60, ritmi africani e pop italiano e Danielle, già intravisto in TV qualche anno fa e che oltre al fattore X ha sempre dimostrato di possedere charme e personalità nel mischiare cantautorato e musica pop. A chiudere La Reina Del Fomento ed il suo infuocato dj set prima della notte che porterà consiglio e riposo. Ci si ritrova alle 11 del mattino di sabato, pronti a vedere ed ascoltare i Confabula accompagnati da un trio jazz a colorare le loro storie.
Il pranzo in piazza promette di essere un altro appuntamento immancabile (le capacità dei cuochi molenesi sono uno dei motivi del ritorno di molti degli spettatori al festival), prima di riprendere a viaggiare con gli spettacoli giornalieri: inizierà Marta Zotti con “Viola e il bosco”, dove una bambina di sei anni si trova davanti un mondo intero, poi la Compagnia Pipoka a trasformare i corpi in opere d’arte con “Cap Origami” ed il ritorno di Ruben Camillas, accompagnato da Cedric Blaser in Nomoni. Ai suoni i Moi Gea, più che una band la promessa di un’esperienza spaziale fra jazz, techno e suono latino, i Lady Bazaar, che mischieranno soul, funk ed afro, e le Cocon Javel, un trio bernese che a loro detta uniscono la dolcezza delle caramelle alla piccantezza del roquefort. A salutare tutti, per il gran finale, ci saranno i suoni del luganese dal mondo Sm!kes Selecta, per farci ballare fino alla pace dei sensi.
Un programma colorato, nel quale la curiosità e l’apertura stilistica si apre sia agli spettatori più informati e dediti alle arti che le famiglie, i passanti casuali e gli abitanti. L’occasione migliore per andare a scoprire un quartiere ed una comunità facendo amicizie, venendo sorpresi e bagnandosi i piedi, tra la rosea programmazione del Mòlòn.
LEGATO A “DAI CHE È VENERDÌ” (RETE TRE) DEL 19.06.2026, ORE 14:00


