Famiglia o lavoro? "Tutt'e due"

Silvia Marcellini ha avuto un’idea per coniugare attività professionale e cura dei propri figli: si chiama Purple Point – Genitori in co-working; l’intervista (audio)

domenica 10/11/13 14:54 - ultimo aggiornamento: venerdì 09/05/14 17:31

Sono tanti i bambini in attesa di un posto all’asilo nido, d’altra parte – grazie all’evoluzione tecnologica e al cambiamento delle abitudini lavorative – non è raro che un genitore possa svolgere il proprio lavoro da casa, ma in questo caso avere i figli in giro non è sempre la soluzione più comoda. Come fare dunque a coniugare attività professionale e famiglia?

Silvia Marcellini , web designer trasferitasi in Ticino da circa cinque anni, ha avuto un’idea: si chiama Purple Point – Genitori in co-working.

Di cosa si tratta?

Vorrei creare degli uffici dislocati con ognuno 30 postazioni per il telelavoro, tecnologicamente molto ben attrezzate, e – sullo stesso piano, ma fisicamente separata – un’area dove alcune tate si prendano cura dei bambini di chi verrebbe qui a lavorare. Una sorta di asilo nido aziendale, ma in cui il genitore è più vicino al proprio figlio. L’idea è quella di poter accogliere bambini dai 0 agli 8 anni e di suddividere il costo di una tata fra quattro diversi genitori. L’ufficio sarebbe a disposizione di chi può gestirsi il lavoro in maniera indipendente, ma che nello stesso tempo vuole passare quanto più tempo possibile con i propri figli, facendo una pausa di quando in quando per stare con loro. (audio 1)

Cosa l’ha spinta a intraprendere questo progetto?

Da una parte la consapevolezza dei genitori nell’avere figli, spesso tardi e dopo essersi realizzati professionalmente, ma con la volontà di dedicare loro più tempo; dall’altra le sempre maggiori possibilità di poter telelavorare. Vi è poi la mia situazione personale: sono web designer e lavoro da casa, ma è difficile perché non ho le comodità di un ufficio, devo badare ai figli e spesso trovo avvilente rimanere chiusa fra quattro mura. (audio 2 e 3)

Operativamente parlando, a che punto siete?

Il progetto ha riscosso molto entusiasmo da parte dei media e dalle persone che già lavorano in modo flessibile. Da parte delle istituzioni e dal “mondo industriale”, purtroppo, non così tanto. Si fatica a concepire la flessibilità dei ruoli ed il coinvolgimento delle persone. (audio 4)

Ma come fare, quindi, per sostenervi?

Adesso più sostenitori ci sono meglio è, in questo caso riuscirei più facilmente ad ottenere finanziamenti. È dunque possibile contattarmi sul mio sito e su Facebook per esprimere il proprio interesse.

Ludovico Camposampiero


www.silviamarcellini.com

Il Ticino è tra le regioni a livello nazionale con la maggior quota di madri che non esercitano un'attività professionale . Le ticinesi sono affiancate dalle "colleghe" dell'Alto Vallese e della Svizzera centrale.