"Misure sui sacchetti poco incisive"

A dirlo è una ditta che smaltisce rifiuti in plastica in Ticino. Le idee dell’UE per ridurre l'uso delle buste monouso riguarderebbero solo il 3% del totale

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“Le buste incidono poco sulla raccolta differenziata perché sulle 700 tonnellate raccolte rappresentano solo il 2-3%”. Inizia così il commento di Mirko Puricelli, titolare della sola ditta che raccoglie i rifiuti in plastica da noi, sulla volontà della commissione europea espressa lunedì di limitare la quantità di sacchetti monouso in circolazione nell’UE grazie a delle misure restrittive.

Non tutta la plastica si può riciclare

“Si deve tener conto però del fatto che non tutto si può riciclare”, mette in guardia Puricelli ai microfoni dei colleghi di Alba Chiara, “Ad esempio la plastica che è venuta a contatto col cibo non viene raccolta per evitare contaminazione nel materiale reso putrescibile da resti di alimenti”. Cosa va messo allora nei raccoglitori? “Tutto quello che è a contatto con i detergenti, così come pure secchi, mobili da giardino e vasi di fiori rossi e neri. Materiale insomma che riporta sul fondo un simbolo PE, che sta per polietilene, o PP per il propilene” aggiunge Puricelli.

Il riciclaggio della plastica, visto che il quantitativo trattato in quattro anni è passato da 100 a quasi 800 tonnellate, è redditizio? “Se dovessi gestire solo il settore della plastica forse riuscirei a malapena a pagare le spese, ma per fortuna lavoriamo molto con l’edilizia e l’industria”, conclude il titolare sottocenerino.

Attiva in Ticino da quattro anni l’azienda , grazie alla collaborazione con i comuni, ha fornito contenitori per raccogliere i resti in plastica a 33 località. Le informazioni su questa raccolta differenziata si possono trovare presso ogni cancelleria comunale.

Alba Chiara – PaB

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