I manifesti di protesta affissi dalla protagonista (biennale cinema)

Non fate arrabbiare Frances

Una mamma chiede giustizia a colpi di cartelloni

lunedì 04/09/17 17:17 - ultimo aggiornamento: martedì 05/09/17 21:10

Fra i tanti ruoli per cui è rimasta nel cuore del pubblico c’è quello della poliziotta incinta e alla costante ricerca di cibo di Fargo, per cui non a caso vinse l’Oscar. Ma Frances McDormand non ha mai smesso di mettersi alla prova e di dimostrare le sue doti di interprete fra cui emerge in primis lo spiccato sense of humor. Non bellissima in stile Nicole Kidman o Charlize Theron ma con un cervello così affascinante da resuscitare i morti sottoterra. Se per il cinema è stata argilla nelle mani di tanti grandi registi (dal marito Joel Coen, a Gus Vant Sant, passando tra gli altri per quelle di Sam Raimi, Alan Parker, Ken Loach, Robert Altman, Paolo Sorrentino, Wes Anderson). E per il piccolo schermo ha lavorato in diverse serie tv, l’ultima delle quali è la caustica Olive Kitteridge, di cui è la scontrosissima protagonista.


Al Lido di Venezia la ritroviamo in concorso con il corrosivo Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, il cui lo humor nero è perfettamente in linea con la sua vena attoriale. Questa volta veste i panni di una madre che non si rassegna alla morte della figlia adolescente e, a sette mesi di distanza, fa affiggere tre enormi manifesti ad effetto che denunciano l’inefficienza della polizia locale nel trovare chi l'abbia stuprata e uccisa.

  Un film compatto, potente, che non lascia un secondo lo spettatore annoiato, per cui si parla già dell'interpretazione di Frances (insieme a quella di Sally Hawkins nei panni della muta che si innamora di un mostro marino in The Shape of Water di Guillermo del Toro) auspicando una Coppa Volpi alla migliore attrice.

Francesca Felletti

TG 20 di martedì 05.09.2017

 

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