Los Angeles diventa una pista da ballo
Los Angeles diventa una pista da ballo (Lionsgate - photo Dale Robinette)

Venezia: un amore in musical

Nel film inaugurale Ryan Gosling e Emma Stone

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Applausi fragorosi e meritati per il film di apertura della Mostra di Venezia: La La Land di Damien Chazelle ha conquistato il pubblico di giornalisti e critici presenti alla proiezione stampa.

Un musical scoppiettante ambientato ai nostri giorni ma in linea con il periodo d’oro hollywoodiano di quel genere (dagli anni ’30 ai ’60) dal punto di vista della costruzione della sceneggiatura, dei colori saturi che ricordano il technicolor, e della famosa regola non scritta per cui il canto e il ballo devono nascere spontanei all’interno di una scena.

Ryan Gosling e Emma Stone in tenero idillio jazzistico
Ryan Gosling e Emma Stone in tenero idillio jazzistico (Lionsgate - photo Dale Robinette)

E questo a partire dallo strepitoso inizio: nel traffico di Los Angeles gli automobilisti fermi in coda iniziano a cantare e ballare svelando quello che sarà il tema centrale del film, l’importanza di non smettere mai di sognare e di lottare per i propri sogni.

Ma La La Land è anche un film sull’arte e sull’amore. Protagonisti – bravi anche alle prese con canzoni e balletti - sono Emma Stone, nei panni di un’aspirante attrice che si divide fra il lavoro da cameriera in un bar di fronte agli Studios e i tanti e deludenti provini, e Ryan Gosling in quelli di un pianista jazz costretto a suonare musica più facile e commerciale per sopravvivere.    

Chazelle a soli 31 anni,  dopo il successo del film d’esordio Guy and Madeline on a Park Bench e i tre Oscar a Whiplash, sembra oggi ancora di più  destinato a diventare un autore di culto. Un paio di mesi fa, parlando di La La Land ci aveva spiegato: “La musica e il cinema sono i miei grandi amori. Ho desiderato suonare sin da bambino, ho studiato batteria a scuola ma ho capito che non sarebbe stato quello il mio mestiere e piano piano ho iniziato a dedicarmi al cinema, l’altra mia passione. Girando film musicali sono riuscito a unire le cose che più mi piace fare. Nel film non c’è nulla di autobiografico dal punto di vista della trama, ma c’è una componente personale che ho vissuto. Anche io come i miei personaggi ho voluto fortemente che le mie aspirazioni diventassero realtà e ho lottato perché accadesse”.

Sogno e realtà che si mescolano in un finale aperto ma non troppo; forse felice, forse malinconico; sullo sfondo di una City of Angels che qui diventa anche “City of stars”, come recita il motivo ricorrente di tutto il film.

Francesca Felletti

Dal TG20:

Venezia, 73esima Mostra del cinema

Venezia, 73esima Mostra del cinema

TG 20 di mercoledì 31.08.2016

 

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