Egitto, una tradizione millenaria in agonia

Mancano turisti, i papiri non si vendono più e i coltivatori non hanno più fonte di reddito

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Per migliaia di anni è stato il supporto per eccellenza della scrittura. Negli anni ’70, con lo sviluppo del turismo e la mania per le antichità egizie, è diventato un’importante fonte di guadagno per molte persone. Oggi, invece, è decisamente in crisi, tanto che ad Al-Qaramous, nel cuore del Delta del Nilo, le famiglie che vivono grazie alla coltivazione e alla lavorazione del papiro sono solo 25, mentre nel 2011 erano 500.

“In Egitto, non ci viene più nessuno”, dice Abdel Mobdi Moussalam ricordando le rivolte popolari, la pandemia e l’eterna crisi politica. “Non c’è nessuno a cui vendere le stampe, nessuno che voglia portarsi a casa un papiro con temi ispirati alla mitologia e ai faraoni ed è un problema per noi coltivatori”.

Abdel e anche tutti gli altri sperano che i turisti tornino in tempo per salvare il loro business, ma anche questa tradizione che resiste invariata da ben 4mila anni.

KiNa
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