Meraviglie orientali digitalizzate

Un progetto presentato all’USI mira a conservare in forma virtuale i siti e i monumenti del medioriente. “La nostra civiltà viene da lì”

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Il giovane architetto Yves Ubelmann, presidente e cofondatore di Iconem, ha un obbiettivo ambizioso: mettere al sicuro le meraviglie d’Oriente minacciate da guerre, erosione e sviluppo delle città. Come? Digitalizzandole, con tante fotografie e uno speciale algoritmo, scolpendole così per sempre nel virtuale.

Ubelmann ha presentato il suo progetto giovedì pomeriggio all'Università della Svizzera italiana, dove ha spiegato che le immagini in tre dimensioni vengono poi messe a disposizione degli esperti e del grande pubblico.

Dal 2013 i droni della start up francese hanno fotografato e raccolto di tutto: dai monasteri buddisti in Afghanistan al teatro di Aleppo, da Palmira fino alla grande moschea di Damasco e tanto altro. Prossima tappa: la Libia, dove regna ancora l’instabilità e ci sono i siti romani più grandi del Mediterraneo.

"La nostra civiltà, la nostra scrittura viene da quei paesi. Per noi, per il pianeta intero, è fondamentale mantenerne traccia" ha ribadito Ubelmann ai microfoni della RSI.

TG/Jonas Marti/dielle
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