Il cammino dell'uomo moderno si è allungato
Il cammino dell'uomo moderno si è allungato (iStock/Mariia Popovskaia)

Abbiamo 36'000 anni in più

Una nuova ricerca rivede la datazione dei primi fossili di Homo sapiens – I resti di Omo I risalgono a 233'000 anni fa

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

I primi fossili dell'Homo sapiens mai scoperti sono più antichi del previsto. Sono quelli dell'Omo I, il più antico ad avere i moderni tratti umani, trovati in Africa nel 1960. Finora si riteneva che risalissero a 197'000 anni fa, anche se non c'è mai stata una datazione precisa. Soltanto adesso è stato possibile capire che sono più antichi di 36'000 anni: risalgono a circa 233'000 anni fa, con un margine di precisione di +/- 22'000 anni. La nuova datazione, illustrata in un articolo pubblicato sulla rivista Nature, si deve alla ricerca internazionale coordinata da Céline M. Vidal, dell'Università britannica di Cambridge.

I resti sono stati scoperti nella formazione Omo Kibish, nel sud-est dell'Etiopia, e la nuova classificazione temporale si basa sull'analisi delle rocce vulcaniche, che conservano i segni delle eruzioni del vulcano Shala avvenute in passato. La nuova datazione, osservano i ricercatori, è in linea con la maggior parte dei modelli relativi all'evoluzione umana, secondo i quali la nostra specie ha avuto origine fra 350'000 e 200'000 anni fa.

Per saperne di più

Avvertenza: il video risale al 2017

Diem/ATS
Condividi