L’esplorazione del cosmo continua a regalarci immagini sempre più incredibili e suggestive. Fotografie di oggetti lontani e immensi, che evolvono in modo straordinario assumendo forme mai viste prima toccandoci nel profondo in modo quasi atavico. È il turno, questa volta, dell’immagine di Nebulosa Uovo catturata dal celeberrimo telescopio Hubble, che nei suoi 36 anni di attività ci ha fornito molte delle più ricche immagini delle profondità dell’universo a nostra disposizione.
L’ invisibile
Laser 13.02.2026, 09:00
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“Nebulosa” è un termine piuttosto generico che indica un’immensa nube interstellare composta da gas e polveri che emettono o riflettono luce. Le nebulose sono molto diverse tra loro: alcune rappresentano la culla in cui nascono nuove stelle, mentre altre sono il risultato della loro morte, o il bagliore del loro ultimo respiro. Questo è il caso delle nebulose planetarie, mentre le cosidette pre-planetarie, come la Nebulosa Uovo, costituiscono uno stadio intermedio precedente, in parole povere sono “l’inizio della fine” di un certo tipo di stelle. Si tratta di uno di quei casi in cui, per ragioni storiche, il nome è fuorviante: diversamente da quanto ipotizzò lo scienziato William Herschel nel XVIII secolo, i pianeti non hanno nulla a che fare con questi oggetti celesti. Si tratta invece di una stella di dimensioni medie, come il nostro Sole, nei suoi ultimi momenti di vita, che in termini astronomici corrispondono a qualche decina di migliaia di anni.
Nebulosa uovo
RSI Info 10.02.2026, 19:42
Secondo la NASA, la Nebulosa Uovo, già osservata in passato da Hubble, è la “prima, più giovane e più vicina nebulosa pre-planetaria mai scoperta” e si trova nella costellazione del Cigno, a circa mille anni luce dalla Terra. Descritta dall’agenzia spaziale americana come «straordinariamente dinamica», deve il suo nome alla somiglianza con un uovo fritto: un “tuorlo” centrale (la stella), che produce la luce, circondato da un “albume” (la gigantesca nube di gas e polveri), più opaco.
L’interpretazione scientifica dell’immagine
Grazie alla Nebulosa Uovo, gli scienziati hanno una rara opportunità di mettere alla prova i modelli teorici che descrivono gli ultimi stadi dell’evoluzione stellare. Nella fotografia, la nebulosa brilla riflettendo la luce emessa dalla stella centrale. La radiazione fuoriesce lungo due direzioni opposte, come degli occhi situati ai poli, creando quei fasci luminosi che sembrano attraversare la nube come fossero dei fari.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/scienza-e-tecnologia/L%E2%80%99enigma-della-materia-oscura-da-Ginevra-nuove-rivelazioni--3296069.html
Nelle regioni più interne, la luce interagisce con i residui di idrogeno e contribuisce a formare la spettacolare struttura che nell’immagine ricorda un grande cristallo. La densa nube centrale è composta da polveri espulse dalla stella solo poche centinaia di anni fa e nasconde al suo interno l’astro vero e proprio. Gli archi concentrici, ovvero “l’albume”, sono invece formati da gas emessi nel corso degli ultimi cinquemila anni e la loro forma lascia pensare agli astrofisici che forse potrebbe essere più di una stella nascosta nella nube centrale.
Come muoiono le stelle
Una stella di dimensioni medie come quella che ha formato Nebulosa Uovo trascorre la maggior parte della propria vita producendo energia attraverso la fusione nucleare dell’idrogeno in elio. Questo processo non solo genera luce e calore, ma mantiene anche un delicato equilibrio tra la forza di gravità, che tende a comprimere la stella verso l’interno, e la pressione dell’energia prodotta, che spinge verso l’esterno. Quando l’idrogeno nel nucleo si esaurisce, questo equilibrio viene meno e la stella, diventata instabile, si espande vertiginosamente fino a trasformarsi in una gigante rossa.
Sulle onde di Virgo
Il giardino di Albert 12.10.2024, 18:00
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Dopo circa un miliardo di anni, o qualche centinaio di milioni per quelle più grosse, la gigante rossa perde progressivamente i propri strati esterni attraverso espulsioni episodiche di gas e polveri dovute nuovamente a delle instabilità. Il rilascio di materiale forma prima una nebulosa pre-planetaria e poi una nebulosa planetaria, destinata a spegnersi e dissolversi lentamente nello spazio.
Tra cinque miliardi di anni anche il nostro Sole diventerà una gigante rossa e tra sei sarà una nebulosa. Chissà se allora qualche civiltà gli scatterà una foto tanto bella quanto quella fatta da Hubble a Nebulosa Uovo.








