(Keystone)

Il radiotelescopio più grande conta sulla Svizzera

Al via la costruzione di SKA - Il contributo elvetico con orologi atomici per sincronizzare le antenne, ma soprattutto con la potenza dei supercalcolatori, come quello di Lugano

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Più che guardare, ci permetterà di ascoltare la natura dello spazio profondo dalle origini ai giorni nostri. Dopo trent’anni di lavori preparatori ha preso ufficialmente il via martedì l’installazione del più grande radiotelescopio al mondo. Anche se occorrerà attendere fino al 2028 per vederlo completo, già oggi lo Square Kilometre Array (SKA) promette di essere uno dei più importanti progetti scientifici del XXI secolo. Tra i più imponenti di sicuro, grazie all’installazione di una rete di circa 200 antenne paraboliche nella regione di Karoo in Sudafrica e di un’altra rete di oltre 130'000 differenti antenne nell’Australia occidentale.

Due continenti uniti nel formare un osservatorio gigante dotato di una superficie di raccolta dati di un chilometro quadrato. Il radiotelescopio rileverà segnali radio, da qui la necessità di costruirlo in zone desertiche. SKA andrà a caccia di segnali provenienti da fonti cosmiche, a miliardi di anni luce dalla Terra. Segnali emessi nei primi milioni di anni dopo il Big Bang, quando si sono formate le prime stelle e galassie.

Il contributo svizzero: orologi e calcolo

All’organizzazione SKA, che ha sede nel Regno Unito, partecipa anche la Svizzera, con finanziamenti ma soprattutto con le sue competenze scientifiche e tecnologiche. "Una componente elvetica molto reputata nel progetto - spiega alla RSI Jean-Paul Kneib, professore di astrofisica al Politecnico di Losanna - sono gli orologi che verranno usati per correlare i segnali in arrivo dalle centinaia di antenne dell’osservatorio. Sono orologi atomici estremamente precisi, costruiti da un’azienda di Neuchâtel". Il contributo elvetico, continua Kneib, "riguarderà poi essenzialmente l’analisi dei dati raccolti tramite i computer installati sul posto in Sudafrica e in Australia". Parliamo di una "quantità di dati enormi per i quali serviranno supercalcolatori come quelli del Centro di calcolo di Lugano. I primi dati che potremo elaborare arriveranno nel 2025-26, anche se l’infrastruttura non sarà ancora completa".

A livello di finanziamenti la Confederazione parteciperà al progetto con una cifra di 30 milioni nei prossimi dieci anni. Con altri contribuiti destinati all’elaborazione dei dati, che ricadranno totalmente sul territorio elvetico, l’investimento complessivo sarà di circa 60 milioni.

Soldi a parte, SKA promette di farci vedere l’universo in modo diverso. "Oggi la maggior parte delle osservazioni che vengono fatte sono ottiche – spiega l’astrofisico del Poli di Losanna -. Qui parliamo invece di un radiotelescopio. Per dirla in modo semplice non vedremo le stelle, ma il gas, l’idrogeno, quindi tutto ciò che finora era praticamente invisibile e lo vedremo dall’inizio dell’universo e fino ai giorni nostri".

SEIDISERA/Bathia-Fornasier/Spi
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