(Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto)

My name is Depero

di Cappa e Drago

Da lunedì 11 a venerdì 22 maggio 2020 alle 13.30

Con: Massimiliano Speziani, Dario Sansalone, Jasmine Mattei, Margherita Coldesina, Diego Pitruzzella, Matteo Carassini, Federico Caprara, Jasmin Laurenti, Jacopo Fracasso, Matteo Martelli
Tecnico del suono: Thomas Chiesa
Regia: Gaetano Cappa
NUOVA PRODUZIONE RSI 2019

Le mille luci di Depero, futurista

Il 29 settembre 1928, il pittore-poeta futurista Fortunato Depero e la moglie Rosetta si imbarcano a Genova sul transatlantico Augustus e il 13 ottobre arrivano a New York con l’intenzione di rimanervi. La metropoli americana, con i suoi grattacieli e la sua attività incessante ha tutte le caratteristiche del luogo ideale per un futurista. Tuttavia, le speranze di successo di Depero devono presto fare i conti con una mentalità poco rispettosa delle arti e tutta concentrata sulla frenesia produttiva e l’ansia di guadagno. Quando, nel 1929, crolla Wall Street e gli Stati Uniti precipitano in una crisi economica mai sperimentata prima, Depero capisce che non potrà mai vivere vendendo dipinti e oggetti che si è faticosamente portato con sé e deve ingegnarsi per trovare commesse nel mondo della pubblicità e del teatro. L’impressione che la metropoli americana esercita sull’artista trentino è enorme e nelle lettere ai colleghi italiani (Marinetti su tutti) si dilunga a esaltare o denigrare in pari misura l’alterità dello stile di vita americano. L’avventura di Depero a New York si conclude senza grandi successi nell’ottobre del 1930.

Grazie alla grande mole di materiale conservato nel Fondo Depero al Mart, museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto è stato possibile ricostruire con precisione i due anni americani di Depero mettendoli in scena in forma di flashback. Il radiodramma si svolge tre anni dopo il ritorno in Italia, nel 1933, quando Depero si reca negli studi dell’Eiar di Milano per il programma “Impressioni d’America”. Indeciso su quale aspetto del suo soggiorno porre al centro del programma, si lascia travolgere dai ricordi e racconta tutto: gli stentati inizi nell’albergo di transito, le prime mostre con successo di pubblico ma scarse vendite, il rutilante mondo del Roxy Theater, la falsa cortesia delle autorità fasciste di stanza a New York, le cene organizzate a casa sua per invogliare i ricchi collezionisti a comprare le sue opere. Il regista dell’Eiar, intanto, incide tutto sul filo d’acciaio della macchina Blattnerphone e, seppur preoccupato per il poco tempo a disposizione, non riesce a smettere di ascoltare l’affascinante racconto del suo originale ospite, interpretato dall’attore Massimiliano Speziani, protagonista di una straordinaria prestazione da mattatore.

 

 

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