(Reuters Pictures)

Onda su onda…

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Sabato 20 febbraio 2016 alle 18:00

Replica domenica 21 febbraio 2016 alle 10:35

 

Il mondo della fisica era in fibrillazione da settimane. Ma la conferma è arrivata solo giovedì 11 febbraio. Una conferma che il mondo scientifico attendeva esattamente da 100 anni: da quando Einstein, con la teoria della relatività generale, aveva di fatto anticipato l’esistenza delle onde gravitazionali. Onde un po’ simili a quelle elettromagnetiche – quelle di cui sono fatti i segnali radio e la luce, e che finora sono state il nostro principale veicolo di informazione sulle stelle e sul cosmo. Ma diverse: sono infatti oscillazioni dello spazio, come fossero increspature sulla superficie di un lago. Grandi masse di pianeti o buchi neri, infatti – ipotizzava Einstein – possono curvare lo spazio-tempo come una palla da bowling su un tappeto di gomma. E quella curvatura può generare delle onde che si propagano come in uno specchio d’acqua. In pratica, se quando agitiamo una carica elettrica produciamo onde elettromagnetiche, quando agitiamo una massa produciamo un’onda gravitazionale. Quest’onda è però debolissima, e occorrono fenomeni estremamente violenti, come quelli che ci presentano i buchi neri quando si scontrano tra di loro, per avere una increspatura dello spazio-tempo sufficientemente ampia da essere osservata. La conferma dell’ipotesi di Einstein, e dell’esistenza delle onde gravitazionali, è venuta da Ligo, un sofisticatissimo osservatorio che, negli Stati Uniti, è riuscito a captare proprio le onde prodotte dallo sfracellarsi di due buchi neri a un miliardo e mezzo di anni luce da noi. Una scoperta storica per la scienza, ma soprattutto un punto di partenza: come se fosse stata aperta un’altra finestra sull’universo, e avessimo acquisito occhi nuovi, e un nuovo modo per ricevere informazioni dallo spazio profondo. Sabato 20 febbraio nel Giardino di Albert due esperti, in parte protagonisti di questa scoperta, ce ne raccontano l’importanza e i dietro le quinte: Fulvio Ricci – dell’istituto nazionale di fisica italiano INFN, coordinatore di Virgo, una delle due sole “antenne” al mondo per la ricerca delle onde gravitazionali; e Carlo Rovelli, uno dei massimi fisici teorici contemporanei.

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