I bulgari alla conquista dello spazio (iStock)

I bulgari alla conquista dello spazio

di Andrea Cocco, in collaborazione con Ilde Sonora

LASER
Lunedì 12 novembre alle 09:00
Replica 22:35

 

Il 10 aprile del 1979 dalla base spaziale di Baikonur in Kazakistan viene lanciato in orbita il primo cosmonauta bulgaro della storia. Il suo nome è Georgi Ivanov e la sua fama lo porterà ad essere associato ai più eminenti eroi della patria.

Per il regime Ivanov incarna il perfetto prototipo dell’uomo socialista. Un uomo che attraverso sacrifici e un duro lavoro è riuscito a spingersi oltre l’immaginabile, inoltrandosi su percorsi che si vorrebbe imporre all’intero paese.

Sotto la ferrea guida di Zhivkov la Bulgaria non è solo il sesto paese al mondo ad essere andato nello spazio ma è anche diventata una delle economie di punta del patto di Varsavia nel settore della tecnologia aerospaziale e della robotica.

A Sofia e nella vicina cittadina di Plovdiv vengono prodotti robot industriali, satelliti, cibo liofilizzato per cosmonauti, e poi il Pravetz, il PC più diffuso del blocco socialista.

La vocazione al futuro della piccola Bulgaria condizionerà intere generazioni, facendo nascere un autentico fanatismo per libri e racconti di fantascienza. Poi arriva il 1989 e il crollo del muro di Berlino.

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