Platzspitz e Letten, sinonimi dell'eroina consumata sotto gli occhi di tutti

La rinascita dopo la disperazione degli anni 80 e 90

sabato 14/03/15 12:10

 

Agli inizi degli anni ’90 la ricca e tranquilla Svizzera scoprì di avere al suo interno un profondo malessere. A pochi metri dalle banche e  dalle vetrine scintillanti della Bahnhofstrasse di Zurigo , la droga scorreva a fiumi. Erano i tempi delle cosiddette scene aperte. Dapprima quella del Platzspitz. Per 10 anni, fino al suo sgombero nel 1992, è stato il "Needlepark", il parco delle siringhe per i tossicomani di mezza Europa. Vergogna e scandalo per Zurigo e la Svizzera. Immagini drammatiche, difficili da cancellare. Alle quali di sono poi aggiunte quelle dell’ex stazione ferroviaria del  Letten, l'altro inferno della droga, che è stato chiuso nel febbraio di 20 anni fa.

 

Per far fronte all'emergenza di quegli anni   è nata la politica della droga elvetica, detta dei quattro pilastri:  prevenzione, terapia e repressione, ma anche la controversa riduzione dei rischi, ossia i programmi di distribuzione controllata di eroina, per migliorare la vita dei tossicomani. Negli ultimi due decenni la scena è cambiata. La droga non è scomparsa, ha però mutato volto, non è più visibile. E  non uccide più come ai tempi del Platzspitz e del Letten.  I decessi per overdose sono diminuiti , come i contagi da HIV , è calata anche la criminalità, le scene aperte sono sparite

Finita l’era dei ghetti della droga

Oggi il Platzspitz è tranquillo parco, un'oasi di verde nel cuore della città,  frequentato soprattutto da  famiglie con bambini piccoli. Anche il Letten -sulle rive della Limmat-  oggi è un luogo di fruizione pubblica. E' un paradiso per gli appassionati dello skateboard e d'estate quando fa bel tempo è pieno di gente che fa il bagno. Sono forse queste le immagini vincenti  di una politica che a Zurigo ha ottenuto risultati apprezzabili.

 

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