Attacchi ai giornalisti e (s)fiducia nella stampa. E in Svizzera?

Con Nicola Colotti

martedì 04/12/18 11:05
Attacchi ai giornalisti e (s)fiducia nella stampa. E in Svizzera?, 04.12.18

Dopo i ripetuti attacchi ai giornalisti accreditati negli Stati Uniti e in Italia, si riapre il dibattito sul ruolo della stampa indipendente. Il presidente statunitense Trump non esita a tacciare i rappresentanti dei media più “scomodi” (vedi caso CNN) di essere propagatori di falsità, mentre in Italia le insultanti espressioni rivolte ai giornalisti da esponenti politici della coalizione di governo hanno suscitato una levata di scudi.

Come una sorta di compensazione o di nemesi, un sondaggio pubblicato recentemente a Berna indica che a contribuire maggiormente alla formazione dell’opinione pubblica in Svizzera sono la radiotelevisione del servizio pubblico e i giornali, rispetto ad altre fonti più im-mediate (a cominciare dai social media, spesso utilizzati dai politici per comunicare “direttamente” con i cittadini). I dati del “Monitoraggio media Svizzera” confermano inoltre che nella Svizzera italiana i media più influenti sono la RSI e i due quotidiani Corriere del Ticino e la Regione. Sarebbe dunque affrettatamente superficiale ritenere i giornali tradizionali, radio e tv pubbliche ormai superati dalla nuova digitocrazia di Twitter e Facebook.

E tuttavia a guardare questi dati emerge una tendenza ormai incontrastabile soprattutto tra i giovani: l’uso intensivo dei dispositivi elettronici e delle testate online per informarsi. Mentre per i meno giovani e gli anziani i media tradizionali rimangono preponderanti. Il diffondersi poi della stampa gratuita complica ulteriormente lo scenario. Resta però sullo sfondo la questione fondamentale del ruolo della stampa seria e dei giornalisti professionisti come punto di riferimento nella formazione dell’opinione pubblica, elemento fondamentale del sano funzionamento della democrazia.

Ospiti:
Fabio Pontiggia, direttore del Corriere del Ticino
Matteo Caratti, direttore di la Regione Ticino
Benedetta Prario, docente di Strategie e mercati dei media digitali all'Università della Svizzera italiana

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