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Gentilezza e coraggio, le armi dei più forti

Con Roberto Antonini

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L’emergenza negli ultimi anni di autocrati e demagoghi in politica, la crescente conflittualità alimentata dai social, il bisogno di diffuso di avere delle certezze, sono gli ingredienti esplosivi di società destinate a portare il dialogo e la convivenza in un vicolo cieco. Della gentilezza e del coraggio, ci racconta nel suo ultimo libro lo scrittore Gianrico Carofiglio, sono delle virtù marziali. Essere gentili non significa rifiutare il conflitto, che è parte della natura umana, ma accettarlo e affrontarlo nella sua complessità. Ad esempio, cedendo, mettendo da parte l’ego, percependo l’altro. Un po’ come il salice che si piega ma non si spezza sotto l’abbondante coltre di neve. L’abilità suprema, ricorda lo scrittore pugliese, è sconfiggere il nemico senza combattere. Coraggio come esito di una scelta per affrontare il mondo e gentilezza come metodo per affrontare il conflitto, ma anche ironia, consapevolezza che dubbio non significa debolezza, capacità di esprimere domande come igiene nella mente. Questi i termini di un modo di pensare che è una forma di resistenza umana ma anche politica, per essere cittadini e non sudditi.

Oltre a Gianrico Carofiglio, Millevoci ospita Federica Invernizzi Gamba dell’Associazione Comunità Famigliare, e Cristina Milani dell’Associazione Gentletude, Movimento per la Gentilezza

"Della gentilezza e del coraggio" di Gianrico Carofiglio, Feltrinelli (lafeltrinelli.it)