Svizzera

“Non aderire a Copernicus è pericoloso per la Svizzera”

La decisione del Consiglio federale di rimandare nuovamente l’adesione al programma di osservazione della Terra dell’UE viene criticata da rappresentanti della comunità scientifica. Knutti: “La Svizzera dipende da questi dati per molte previsioni ambientali”

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Un'immagine satellitare resa disponibile grazie al programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea Copernicus
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SEIDISERA del 06.06.2026, l’intervista a Reto Knutti

RSI Info 06.06.2026, 18:09

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Alessio Veronelli/DC 

Il Consiglio federale ha deciso venerdì di rinunciare per questioni politico-finanziarie anche per il periodo 2028-2034 a un’adesione a Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea. Lanciato nel 1998 dall’Agenzia Spaziale Europea, Copernicus è stato voluto per promuovere l’indipendenza nell’accesso ai dati sull’osservazione del nostro pianeta e sostenere la competitività dell’industria europea nel campo delle tecnologie satellitari e di elaborazione dei dati.

Pur non partecipando a Copernicus, la Svizzera può utilizzare quasi tutti i dati grezzi, ovvero una vasta gamma di geo informazioni. La Confederazione resta tuttavia esclusa dai servizi operativi e dagli organi decisionali del programma: non può perciò attivare servizi, ricevere prodotti in tempo reale, né contribuire alla loro gestione. La Svizzera, inoltre, è esclusa dagli appalti pubblici finanziati nell’ambito di Copernicus. Il Governo rivaluterà un’eventuale adesione non prima del 2032.

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Copernicus

Il giardino di Albert 19.10.2024, 18:00

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  • Nicola Colotti

“È pericoloso non far parte di questo programma”

Una decisione che non ha fatto l’unanimità, soprattutto nel mondo scientifico. Nel corso della trasmissione SEIDISERA Reto Knutti, professore di scienze ambientali del Politecnico di Zurigo, non ha lesinato le critiche. “Copernicus ci dà accesso ai dati di osservazione della Terra, principalmente dai satelliti, ma anche da stazioni di misurazione. La Svizzera dipende da questi dati per le previsioni meteorologiche, ma anche per quelle climatiche, per poter poi effettuare delle stime sui rischi naturali. Ritengo pericoloso non far parte di questo programma”.

La pericolosità è legata proprio ai pericoli naturali, continua Knutti: “Vengono forniti anche i dati necessari per rilevare, ad esempio, siccità o pericoli naturali. Dallo spazio si vedono i movimenti delle montagne e si può agire in modo preventivo in caso di necessità. Pensiamo a Blatten. Ci sono poi anche importanti opportunità e ricadute a livello di investimenti economici, ricerca e istruzione. Non esserci porta inoltre a una perdita di contatti”.

Essere coinvolti avrebbe dei benefici

“Siamo un Paese piccolo e da soli non possiamo controllare dei satelliti. Abbiamo bisogno di far parte di un gruppo e l’Europa ha i programmi che servono anche a noi. Essere coinvolti ha dei benefici, oltre che potenziali ricadute economiche. Attualmente stiamo approfittando del lavoro degli altri, senza però potervi partecipare”, precisa il professore di scienze ambientali. Tuttavia, la Svizzera ha comunque accesso a buona parte dei dati grezzi. “Certo, questi dati sono disponibili adesso, ma non sappiamo se la situazione cambierà”, precisa Reto Knutti, “la Svizzera sta un po’ sfruttando il sistema e non è una bella cosa per un Paese ricco e votato all’innovazione. Penso che sia un segnale pericoloso”.

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