Ticino e Grigioni

Un siluro fra i bagnanti nel Ceresio

Il recente avvistamento di un esemplare, sulle rive del Parco Ciani, riporta l’attenzione sull’impatto di specie invasive nei laghi ticinesi

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Lugano, un siluro a riva

Il Quotidiano 18.07.2026, 19:00

Di: Quotidiano-Mara Occiganu/ARi 

Un esemplare di siluro, pesce che può raggiungere i 2 metri di lunghezza, è stato visto qualche giorno fa nel Ceresio, mentre nuotava insieme ai bagnanti nelle acque sulle rive del Parco Ciani. La presenza di questo pesce ha attirato l’attenzione della polizia lacuale e rilanciato la questione delle specie invasive nei laghi ticinesi.

Un altro avvistamento ha anche avuto un esito curioso: una bagnante, infatti, ne avrebbe catturato uno a mani nude, per poi portarselo a casa. È stato tuttavia “un caso molto particolare”, precisa Danilo Foresti, collaboratore dell’Ufficio cantonale della caccia e della pesca, perché anche questo pesce fugge quando ne ha la possibilità. Quindi si trattava di un esemplare “che era particolarmente stanco, o in fin di vita o malato”. La cattura di un pesce con le mani è quindi qualcosa di piuttosto singolare.

Il siluro è un pesce di origine orientale che nei nostri laghi ha trovato un luogo perfetto per vivere e riprodursi, creando però anche qualche problema. Si tratta infatti di una specie invasiva “perché mangia veramente tantissimo pesce” e può così “incidere sulla biomassa dei pesci autoctoni, mettendone in crisi l’esistenza”, spiega Urs Lüchinger, Presidente della Federazione ticinese per l’acquicoltura e la pesca (FTAP). E intanto alla foce del Cassarate, sono stati avvistati 3-4 esemplari “che erano in fase di riproduzione”.

Per salvaguardare la fauna ittica del lago è dunque necessario intervenire. Il miglior modo per contenere questa specie è la pesca, professionale o dilettantistica. Quindi, spiega Foresti, “diamo ai pescatori gli strumenti per poter effettivamente prelevare la specie in modo efficace”. Lüchinger cita quindi l’uso in fase sperimentale di “una rete a maglia larga” che è in grado di trattenere i siluri, per prelevarne il maggior numero possibile. Ma fra le strategie c’è anche quella di portare questo pesce in tavola, per via delle sue carni che sono molto apprezzate e che stanno così finendo anche nell’offerta di qualche ristorante.

Gli esemplari avvistati di recente nel Ceresio misurano poco più di un metro e raggiungono gli 8 chili. Ma il siluro può raggiungere dimensioni molto più grandi: nel 2016, infatti, venne catturato a Figino un esemplare con un peso intorno ai 70 chili, che per le sue dimensioni venne chiamato “il mostro del lago”. Ma anche se si è affermato che “qualche anatroccolo, qualche piccolo cane possa essere stato catturato da grossi siluri”, per i bagnanti non ci sono assolutamente rischi. “Non credo proprio” e “non sappiamo di aggressioni di questo genere”, conclude il presidente della FTAP. Nessun vero e proprio “mostro” dunque, ma un nuovo ospite che attesta cambiamenti ormai di casa anche nei nostri laghi.

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