Cultura

Andrea Gizzi in mostra agli Swiss Design Awards

Tra i finalisti del Premio svizzero del design, il sistema visivo stradale “SENSE vuole migliorare la convivenza tra persone e robot. In mostra a Basilea fino al 21 giugno

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Andrea Gizzi - Dal bachelor agli Swiss Design Awards

RSI Cult+ 08.06.2026, 18:00

  • Francesco Gabaglio / Luca Bassi
Di: Francesco Gabaglio, RSI Cult+

Quando lo incontriamo, Andrea Gizzi è ancora un po’ incredulo. SENSE, il suo progetto di tesi per il bachelor in Comunicazione visiva alla SUPSI, è stato selezionato tra i finalisti degli Swiss Design Awards nella categoria “Ricerca nel design”. I progetti selezionati sono ora in mostra a Basilea, fino al 21 giugno, nel contesto dell’Art Basel. Tra i lavori esposti ci sono progetti di università intere, studi prestigiosi e professionisti che hanno il doppio degli anni di Andrea Gizzi.

I vincitori dei Premi svizzeri dell’arte del design 2026 sono stati annunciati ieri, e Andrea non figura tra loro. Noi lo avevamo incontrato prima che si conoscesse l’esito: già allora non si faceva illusioni e parlava piuttosto dell’ammirazione per i progetti in concorso, che lo hanno profondamente affascinato.

Eppure “SENSE Visual system for smart roads” è un progetto altrettanto ambizioso. L’intento di Gizzi, con la sua tesi di bachelor, era infatti quello di sviluppare un sistema di segnaletica e di cartellonistica che permettesse a persone, macchine e robot di convivere più facilmente sulle strade. Ma come fare in modo che un robot prodotto in Giappone, ad esempio, possa navigare al meglio su strade statunitensi, contrassegnate da cartellonistica molto più tipograficamente complessa? Servirebbe un sistema che non solo sia comprensibile a umani e robot, ma che superi anche le differenze culturali. Un sistema propriamente universale.

Così, Gizzi si è messo al lavoro, ben sapendo che la portata del suo progetto stava velocemente crescendo. Ha cominciato col raccogliere e classificare fotografie di migliaia di cartelli di tutto il mondo; ha poi dovuto imparare a programmare software per poi sviluppare un sistema di machine learning che riconoscesse somiglianze e differenze tra cartelli e segnali di diversi paesi. In questo modo ha potuto individuare quali fossero i più chiari e capire cosa rendesse meno intelligibili gli altri. E poi c’era ancora la parte creativa: sviluppare una soluzione concreta. Gizzi ha così creato un nuovo sistema di caratteri e glifi che rispettassero i criteri di universalità e chiarezza emersi dalla sua ricerca. Infine, come se non bastasse, Gizzi aveva anche bisogno di mostrare quanto fatto, sia a livello di ricerca sia a livello di prodotto. E così ha scelto di raccogliere il tutto in un libro, il cui aspetto fisico e grafico ha deciso di curare con la stessa attenzione del resto del progetto.

Non è allora una sorpresa che SENSE, prima ancora che con la nomination agli Swiss Design Awards, sia stata premiata come miglior tesi dell’anno alla SUPSI. E, nonostante tutto, Gizzi afferma che si sarebbe ancora margine di miglioramento, soprattutto sulla resa estetica. E forse è proprio la consapevolezza dei propri limiti, unita all’ambizione di cercare di superarli, che gli ha permesso di essere lì, a Basilea, a presentare il suo progetto accanto agli altri esposti alla mostra Swiss Design Award.

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Notiziario 15.06.2026, 14:00

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