Obituary

Abdullah Ibrahim: musica contro l’apartheid

Il jazz di Abdullah Ibrahim era un ponte: tra Africa e America, tra spiritualità e lotta, tra memoria e resistenza. Più volte a Lugano, ha legato il suo nome alla storia di Estival jazz

  • Oggi, 10:25
  • Oggi, 10:30
Abdullah Ibrahim
  • Imago / Anp
Di: Mat 

Pianista e compositore tra i più influenti del Novecento, è morto all’età di 91 anni Abdullah Ibrahim. La sua musica ha saputo fondere i canti e i ritmi dell’Africa australe con il linguaggio del jazz americano, creando uno stile inconfondibile, profondo e insieme politico.

Nato nel 1934 a Città del Capo, crebbe nelle township segnate dalla segregazione, sviluppando fin da giovane una sensibilità musicale nutrita dal gospel, dal marabi e dai dischi jazz americani. Con il nome di Dollar Brand iniziò a farsi conoscere sulla scena internazionale, prima della conversione all’Islam negli anni Sessanta.

Costretto all’esilio durante l’apartheid, collaborò con giganti come Duke Ellington, John Coltrane e Ornette Coleman, diventando una delle voci più autorevoli del jazz globale. La sua composizione più celebre, Mannenberg (1974), divenne un inno della resistenza sudafricana.

Nel corso della sua carriera suonò anche in Svizzera, partecipando più volte all’Estival Jazz di Lugano (1981 e 1988).

Ti potrebbe interessare