Con Peaky Blinders: The Immortal Man, su Netflix dal 20 marzo, l’universo narrativo ideato da Steven Knight torna a espandersi dopo la fine della serie televisiva nel 2022. Il film ha debuttato nelle sale britanniche il 6 marzo e rappresenta la continuazione ufficiale della storia, come confermato dalla produzione e dal cast, non un semplice episodio speciale.
L’azione si sposta nel 1940, in un Regno Unito scosso dalla guerra. Thomas Shelby vive isolato in campagna, lontano dagli equilibri di potere che lo avevano definito per anni. Cillian Murphy ha descritto il personaggio come segnato da traumi irrisolti e da una condizione mentale fragile, aggravata dalla distanza dalla famiglia e dalla vita criminale che aveva costruito. La sua ritirata, però, si interrompe quando il figlio Duke Shelby resta coinvolto in un complotto nazista, evento che costringe Tommy a rientrare in scena e affrontare conseguenze che pensava di aver lasciato alle spalle.
Il film riporta sullo schermo molti volti noti: Sophie Rundle (Ada Thorne), Stephen Graham (Hayden Stagg), Packy Lee (Johnny Dogs), Ned Dennehy (Charlie Strong) e Ian Peck (Curly). A questi si aggiunge Barry Keoghan, nuovo arrivo nel cast del film, confermato come parte del progetto dalle produzioni e dalle piattaforme ufficiali. Keoghan interpreta Duke Shelby, ruolo già presente nella serie ma ora ridefinito per la dimensione cinematografica: è infatti un personaggio giovane, centrale nella trama e non un volto storico delle stagioni precedenti.
Tra le novità più rilevanti spicca Rebecca Ferguson, che interpreta le gemelle Kaulo e Zelda, figure legate al passato della famiglia Shelby e connesse in modo diretto a Duke. L’attrice ha raccontato di aver lavorato su un’identità romani che dà al film un nuovo livello culturale e simbolico, inserendo nella narrazione una dimensione spirituale diversa da quella vista nella serie. Altrettanto significativo è l’ingresso di Tim Roth, che presta il volto a John Beckett, un personaggio vicino agli ambienti fascisti britannici. Roth ha sottolineato come Beckett sia costruito con un realismo sobrio, lontano da caratterizzazioni eccessive, proprio per accentuare la credibilità del contesto storico.
“Peaky Blinders”: il capitolo finale su Netflix, tra storia, stile e attori iconici
Konsigli 12.03.2026, 18:00
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The Immortal Man mantiene la cifra stilistica della serie: attenzione all’ambientazione, centralità dei rapporti familiari, tensioni politiche e sociali. Knight ha anticipato che questa nuova fase dei Peaky Blinders è attraversata dalle dinamiche della guerra, elemento che impatta direttamente sulla struttura del racconto e sulle motivazioni dei personaggi. Il film sceglie un tono più asciutto rispetto alla serie, legato al momento storico e alla maturazione dei protagonisti. Tommy non è più il leader imperscrutabile della Birmingham degli anni ’20, ma un uomo costretto a fare i conti con ciò che ha costruito e con ciò che ha distrutto.
L’uscita del film rappresenta l’evoluzione coerente di un progetto narrativo che, negli anni, ha costruito un immaginario riconoscibile e influente. Il legame con Birmingham — ribadito anche durante la première, molto partecipata dai fan — conferma come Peaky Blinders continui a essere un riferimento culturale radicato, capace di parlare del passato mantenendo però una forte attualità.
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Kappa 12.03.2026, 17:00
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