Krone Couronne, Espace Libre ed Espace Annexe sono solo tre dei numerosi luoghi dedicati alla cultura indipendente presenti a Bienne. Tre realtà diverse per forma e struttura, ma accomunate dalla volontà di offrire tempo, spazio e possibilità alla scena emergente.
Tra coloro che hanno attraversato e animato questi spazi c’è l’artista Stella Spinedi, che ha esposto a Espace Annexe, lo spazio dedicato all’arte contemporanea situato all’interno di Terrain Gurzelen, l’ex stadio trasformato in laboratorio culturale e piattaforma per progetti indipendenti. Ci sono anche Camille Regli, co‑fondatrice e curatrice di Krone Couronne — ex centro d’arte contemporanea orientato alla scena emergente locale e oggi piattaforma nomade — e Vera Trachsel, artista ed ex curatrice di Espace Libre, un “artist‑run space” che offre ai creativi la possibilità di sperimentare liberamente linguaggi e formati diversi.
Questi spazi raccontano un modello urbano in cui la cultura indipendente non è un episodio isolato, ma una presenza diffusa. A Bienne esistono infatti molti luoghi di questo tipo che contribuiscono attivamente a modellare l’identità della città. Associazioni e istituzioni partecipano al sostegno di alcune di queste realtà, riconoscendone il valore pubblico e integrandole nella vita cittadina. Nasce così un’onda creativa dinamica che amplia progressivamente l’offerta e la partecipazione artistica.
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/societa/Spazi-e-cultura-indipendenti-in-Ticino-facciamo-il-punto--2537077.html
Questo riconoscimento non equivale, però, a una stabilità assoluta. Anche in questo contesto restano aperte questioni cruciali, fra tutte quella dell’incertezza dei progetti e della giusta retribuzione agli operatori del settore. È il caso, ad esempio, di Krone Couronne, una realtà con una linea curatoriale chiara, capace di inserirsi nella mappa svizzera degli spazi indipendenti, che, a pochi mesi dall’intervista, ha chiuso la sua sede. Non per mancanza di pubblico o di qualità progettuale, ma perché il mandato con la città era giunto al termine. Nel frattempo è stato aperto un nuovo bando che consentirà a un’altra iniziativa artistica di avviare una nuova attività, mentre il centro d’arte continuerà il proprio percorso in forma nomade.
Un esempio che racconta la fragilità strutturale di questo ambito e la persistente mancanza di pieno riconoscimento delle professioni artistiche. Dietro ogni mostra, evento o progetto ci sono ore di scrittura, produzione, gestione e comunicazione: un lavoro spesso sottopagato, privo di garanzie, che vive in uno stato di precarietà cronica tra finanziamenti a breve termine, mandati temporanei e prospettive incerte. Una condizione che rende difficile pianificare nel lungo periodo e costruire percorsi solidi.
Eppure, questi spazi non sono luoghi per pochi “addetti ai lavori”. Sono incubatori di nuovi linguaggi e visioni. Ambienti in cui si può sperimentare senza la pressione immediata del mercato, dove emergono artisti che domani entreranno nei circuiti istituzionali e dove si costruiscono reti che rafforzano l’intero tessuto culturale.
Investire in questo contesto significa investire nel futuro di una città: renderla più attrattiva, più dinamica. Significa coltivare un sottosuolo fertile da cui possono nascere, nel tempo, progetti più strutturati, collaborazioni internazionali, nuove economie. In mancanza di questo, la scena si assottiglia: diventa meno coraggiosa, meno inclusiva, meno innovativa.
Il confronto con Bienne può allora essere letto come un punto di partenza — non un modello perfetto, ma un esempio concreto — che mostra come una città di dimensioni simili a quelle dei centri urbani ticinesi possa scegliere di integrare la cultura indipendente nella propria identità.
In Ticino il dibattito è ancora aperto. Lo scorso 27 febbraio sono stati pubblicati i risultati dell’indagine relativa agli spazi per la produzione e l’espressione culturale indipendente nel Cantone, uno strumento che offre una prima fotografia della situazione attuale e delle esigenze del settore.
Resta ora da capire quali saranno le mosse concrete, se si riuscirà a garantire continuità e un riconoscimento professionale a queste realtà. Se il Ticino vorrà — o potrà — entrare nella mappa Svizzera, anche da questo punto di vista.

Bienne
La 25esima ora 27.09.2024, 22:00

